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18 Mag
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Intervista all'autore - Annamaria Citino -

Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittrice?
Annamaria è una donna solare socievole solidale, determinata che ha sempre lottato per realizzare i suoi sogni
Sono nata in Calabria ma ho vissuto a Vittoria nella provincia di Ragusa. Ho avuto un genitore, mio padre in particolare uomo di grande cultura e spessore etico morale, che mi ha dato molti insegnamenti, ha spinto perché uscissi dalla Sicilia e frequentassi l'università fuori dal nido familiare. Urbino è stato il mio punto di partenza oltre al liceo scientifico. Ho amato gli studi di filosofia, una facoltà che metteva al centro l'uomo con i suoi dubbi e domande di ogni sorta sull'esistenza. Da ragazza mi sono sempre appassionata di poesia, divoravo i poeti Leopardi, Neruda, Lorca, Prevert e successivamente la Merini .
La poesia è stata sempre fedele compagna di viaggio. Ho iniziato a scrivere a 16 anni, mi piaceva tradurre la vita in versi. Poi un giorno, partecipando alla trasmissione di Bonolis "Avanti un altro" e dedicando al conduttore una mia poesia, mi ha invitata a pubblicare qualcosa di me.
 
Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La scrittura, la poesia non hanno orari. Sento il suo richiamo e la sua voce suadente, inizio con una parola e quasi per magia ...tutto diviene come nel demiurgo.
 
Il suo autore contemporaneo preferito?
Alda Merini mi piace molto per il suo stile dissacrante e dolce al contempo.
Per quanto riguarda il romanzo mi piace molto la Giuseppina Torregrossa e il suo libro "l'assaggiatrice"
Ultimamente ho scoperto la scrittura di Costanza di Quattro
Ultimo libro letto "Giuditta e il Monzu".
 
Perché è nata la sua opera?
La mia opera è nata durante il periodo pandemico. Giorni e giorni di riflessioni sulla vita. La poesia è stata salvifica e catartica, è stata davvero un sostegno emotivo psicologico.
"Abbracciami Forte vita" è stato il titolo che ho dato alla silloge
Senza esitazione. Ricordo ancora i 200 metri da casa e poi in trincea.
 
Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Ha influito molto sulla mia formazione in quanto sono stata sempre circondata da figure quali mio nonno avvocato, mia nonna Salvina in particolare che dipingeva, suonava il piano e ricamava delle vere opere d'arte, vivendo all'interno di un palazzo storico gotico veneziano. Non da meno mio padre, medico e amante della storia dei viaggi e dell'arte in tutte le sue forme. Sono convinta che il contesto sociale contribuisce alla formazione della persona e della personalità.
 
Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è anche evasione dalla realtà a volte dura drammatica e la capacità di immaginare spazi e mondi infinti è meraviglioso. Citando Leopardi.
 
Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
In quello che scrivo c'è molto di me del mio vissuto, dei miei ricordi ma anche del presente.
 
C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Inizialmente si, un uomo di nome Enrico che è entrato come un fulmine nella mia vita scompigliandola nel momento in cui uscivo da un legame doloroso. Lui mi ha fatta tornare a sorridere a riscoprire quella donna che non si amava più…La prima raccolta è stata incentrata su questa passione lui è stato la mia musa ispiratrice... Tuttora la sua presenza c'è.
 
A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia figlia Nicoletta, una ragazza che ama la scrittura e l'arte. È stata la mia prima fan.
 
Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Amo il cartaceo, sentire il profumo della carta. Certamente oggi molti puntano all'Ebook...ma il libro è libro.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Molto bello per chi non può vedere. È meraviglioso  ascoltare una poesia. Un testo recitato emoziona

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Giovedì, 19 Maggio 2022 | di @BookSprint Edizioni

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