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BookSprint Edizioni Blog

17 Mag
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Intervista all'autore - Priscilla Barbaro -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
La scrittura per me ha sempre rappresentato una sorta di sfogo, un modo per far uscire dalla mia testa tutti quei pensieri che la notte fanno lotta con il sonno.
Non so dire di preciso cosa provo quando sento le dita alternarsi veloci sulla tastiera di un computer o nei momenti in cui preferisco un foglio e una penna, piuttosto che delle orecchie incapaci di ascoltare ogni mio piccolo silenzio.
La verità è che sono sempre stata più brava a scrivere che a parlare di me, forse per l'ansia che mi tormenta o forse per paura di non essere capita o aiutata veramente.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In "Cuori legati" è presente una grande parte della mia vita, una fetta di esistenza che mi ha condizionata per molto tempo: l'amore.
Ho inondato le pagine di cose e cose che solo in due si possono fare, di emozioni che solo insieme si possono veramente provare, senza mai pensare alle conseguenze che esse stesse comportano.
Si possono leggere momenti di una storia meravigliosa, segnata da ricordi con cui ho dovuto combattere a lungo, senza tregua.
Per non so quanto tempo, ho detto di odiare l'amore, ma solo perchè mi aveva delusa una volta, quella buona, quella che credevo giusta.
Eppure posso dirvi che non esiste nessuna volta più bella delle altre, ma semplicemente quella che non riusciamo a dimenticare.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Per me scrivere quest'opera è stato come chiudere un grande capitolo della mia vita, un modo per lasciare quel mio piccolo-grande a cui ero molto legata.
L'amore, sebbene mi abbia fatta nascere e morire allo stesso tempo, mi ha anche cambiata, fatta crescere, fatto amare quella me che ho sempre creduto sbagliata: quella fragile, sensibile, introversa, a volte ribelle, altre troppo impulsiva.
Ho imparato finalmente ad accettarmi per quella che sono realmente, senza più provarne paura, perché del resto, solo amando si impara ad amare.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stessa per deciderlo tra varie alternative?
Non ho riscontrato difficoltà con la scelta del titolo dell'opera.
In realtà non ho dovuto nemmeno pensarci troppo, perché "Cuori legati" è stato il primo a farsi strada nella mia mente.
Il significato è collegabile ad una leggenda che ho deciso di riportare all'interno del mio libro, ossia "La leggenda del filo rosso", la quale dice che ogni cuore non è mai solo, bensì legato ad un altro nel mondo proprio tramite un filo rosso immaginario.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Non ho uno scrittore/scrittrice preferito/a, sono sempre stata affascinata da ogni forma di scrittura e da ogni emozione che l'autore cerca di trasmettere attraverso parole, versi, canzoni.
Se mi trovassi in un'ipotetica isola deserta però, non credo porterei libri con me, ma solo una manciata di fogli e una matita.
Il libro in qual caso lo scriverei io, raccontando agli altri tutte le esperienze vissute sull'isola e sentendomi un po' come Robinson Crusoe, magari non per vent'otto anni, ma solo per qualche giorno.
 
Ebook o cartaceo?
Al giorno d'oggi, i libri digitali stanno lentamente prendendo il posto di quelli in forma cartacea e forse nemmeno ci accorgiamo di questo progressivo cambiamento nelle nostre vite.
Ormai è diventata routine usare Kindle, comprare un libro online in formato digitale o dedicarsi alla lettura con un qualsiasi dispositivo elettronico davanti.
Io personalmente, ho sempre preferito il cartaceo, del resto, non credo esista sensazione più bella di sentire l'odore delle pagine sotto le narici o il rumore della carta che si sposta da un lato all'altro, mossa delicatamente dalle dita.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittrice?
Non ho mai deciso di diventare scrittrice, né di fare della scrittura una parte fondamentale della mia vita. Sin da bambina mi ritrovavo spesso con una penna fra le mani a scrivere diari segreti, finte poesie, testi di canzoni immaginarie.
Non credo ci sia un momento in cui si diventi scrittori/scrittrici, perchè esiste solo quello in cui si scopre il grande potere dell'inchiostro sulla carta.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea di questo libro nasce da quella che tutt'oggi reputo la mia storia d'amore più bella, anche se finita.
L'amore mi ha segnata, tanto, forse anche troppo col passare del tempo, dei giorni vuoti, dei cieli sempre grigi dopo il temporale.
Ho trascritto la mia esperienza su carta, insieme a tutto il dolore che ha provato il mio cuore spezzandosi e spero che in qualche modo possiate riconoscervi tra le pagine del mio libro.
"L'amore è cosa da grandi, non puoi capire tu"
Quante volte abbiamo sentito questa frase?
Beh, diciamolo che l'amore in realtà non è "cosa da grandi", ma "da quelli più coraggiosi".
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Per me è stato emozionante vedere il mio lavoro diventare un libro.
Osservare i vari passaggi, dalla copertina ad ogni singola pagina e rigo di testo, mi ha in qualche modo affascinata e legata ancora di più a quello che è il mondo della scrittura e dell'editing.
Ho sempre scritto per me stessa, mai per un pubblico così vasto e sono felice di questa mia prima esperienza.
Ho solo diciassette anni e tanta voglia di vivere e scrivere per me e adesso, anche per voi.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che ha letto il mio libro è stata la me che aveva paura di non finirlo, quella che si bloccava tra una parola e l'altra, quella che mise l'ultimo punto con le labbra incurvate in un sorriso.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Personalmente, penso che la nuova frontiera dell'audiolibro sia un'iniziativa interessante e anche molto comoda, soprattutto per i giovani.
Magari non tutti sono particolarmente dediti alla lettura e proprio per questo, credo che per loro sia più comodo dedicarsi ad un libro semplicemente con un paio di cuffie.

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