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20 Apr
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Intervista all'autore - S. Mario Pandolfo -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Ho trascorso tantissimi anni in laboratorio e ogni esperienza doveva esser relazionata, non solo, ma il contenuto della relazione doveva esser molto chiaro ed esauriente;
ciò valeva anche per la descrizione del nuovo trovato sistema, per quanto attiene alle stesure brevettuali, nelle quali tutto doveva esser scritto bene, per far capire all'esaminatore quanto era oggetto del brevetto. Scrivere qualcosa di completamente diverso e portare a conoscenza, molto soggettivamente, fatti accaduti e corroborati da poesie significative, mi crea uno stato di tranquillità e di benessere.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Forse qualcosa di importante c'è, ma è presente in me la volontà di dissociarmi, anche se con scarsi risultati, da tutto quanto ha occupato i miei studi e il lavoro in laboratorio.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
È il coronamento di potermi esprimere in totale libertà di pensiero, pensando alla vita giornaliera, che non coinvolga minimamente il mio "accantonato" lavoro."
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Non ho riflettuto molto, ma leggendo i giornali, vedendo quanto in televisione viene trasmesso, ho pensato al titolo senza tante elucubrazioni mentali.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Purtroppo debbo ammettere che, salvo alcuni molto famosi, come Emile Zola, Victor Hugo, Pirandello e Agatha Christie, che ho letto molto volentieri, trovandomi da solo su un'isola deserta, dedicherei il mio tempo a riririleggere quanto mi è rimasto nel DNA: Da Faraday a Cartesio, ai coniugi Curie, ma soprattutto alla vita di Tesla.
 
Ebook o cartaceo?
Ritengo più appagante un libro cartaceo, perché ha "un'anima".
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Dal mio pensionamento; ma non ho alcuna presunzione relativamente ad una futura carriera da scrittore. Però ci provo.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Io sono nato in Toscana e sicuramente sono rimasto influenzato dall'alluvione di Firenze, partecipando anche come volontario tra i soccorritori, e ricordando quanto era successo, per l'incuria delle autorità competenti che non avevano fatto niente, nonostante altri episodi, non disastrosi come quello del 1969, per impedire che ciò accadesse.
Perciò ha scritto la poesia: La festa del Grillo.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Tanta soddisfazione e soprattutto la certezza di far leggere quanto realmente accaduto e ricordare fatti confinati nel dimenticatoio di molti.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Non mi potevo sottrarre, dopo averlo scritto e stampato, di far leggere e giudicare la mia "opera" letteraria a colei che mi sopporta da tanti troppi anni: Mia moglie.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Io non penso sia una nuova frontiera, anche se tutto può procedere più velocemente, ma un buon libro, CARTACEO, crea, per me, più intimità e soddisfazione nello sfogliare le pagine, rispetto a cliccare per visualizzare quanto appare sul "freddo schermo del Pc.

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