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19 Apr
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Intervista all'autore - Vittorio Ribaudo -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è un modo per poter comunicare qualcosa che ci rende unici. Ci libera dai panni della quotidianità, manifestando la vera essenza che è in noi. Credo che a prescindere dal successo che si possa ottenere non esista migliore soddisfazione.
Mi riferisco alla libertà nel poter scegliere un tema senza poter guardare altro. Oggi gli esseri umani del nostro tempo hanno bisogno di mettere a fuoco i veri valori, i sentimenti che la tecnologia ci sottrae sempre più. Pertanto qualunque forma di passione, rimane sempre un argomento d'attrazione per la gente.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In questo libro c'è la mia vita; quella vissuta realmente e anche quella che avrei voluto vivere: c'è un misto di realtà e fantasia che si intrecciano in un margine definito dalla volontà. La voglia di perseguire la strada guidata dalla luce del Sole, così difficile ma così piena di gioia a volte si perde dei meandri della nostra coscienza e il non fare prende il sopravvento. Avere la fortuna di seguire un obiettivo, qualunque esso sia, è la cosa che compie più d'ogni altra il nostro motivo di esserci.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Come dicevo prima ogni essere umano, uomo o donna o altro che possa essere, ha la necessità di compiere un proprio percorso adatto alla sua natura per realizzare qualcosa di vero, autentico, essenziale a sè stesso ma anche d'esempio a chi non ha la fortuna di esserne consapevole.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo è stata semplice ed è nata durante la stesura.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Porterei parecchi libri, visto il tempo che avrei a disposizione per leggerli, da Sant'Agostino ai principali scrittori francesi dell'illuminismo, a Pirandello, a Camilleri. Non ho uno scrittore preferito, mi piace cogliere l'autenticità da ogni autore.
 
Ebook o cartaceo?
Cartaceo forever
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho sempre avuto l'idea di poter scrivere, fin da ragazzo. Poi ho accantonato per tanti anni il progetto, per tirarlo fuori quando era pronto e maturo per potersi attuare
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea del libro nasce casualmente una sera durante il periodo natalizio. Tornando a casa dal lavoro vidi un enorme albero di natale posto in una piazza molto trafficata nella zona dove risiedo ancora. Osservandolo attentamente pensai a mio padre, perduto a a soli undici anni. Arrivato a casa cominciai a scrivere....Il resto venne da sè.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Come dicevo all'inizio dell'intervista, vedere il proprio lavoro realizzarsi è una sensazione indescrivibile. Rappresenta qualcosa di astratto che prende forma
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Ovviamente mia moglie. Lei non solo è stata determinante nello svolgimento della trama, ma mi ha anche stimolato alla creazione dei personaggi, alcuni dei quali sono veri altri inventati
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Mi sembra abbastanza valida; secondo me forse ancor più dell'ebook, in quanto ascoltare stimola moltissimo la comprensione e lo fa con un enorme coinvolgimento dei sensi
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