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18 Mar
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Intervista all'autore - Marianna Rubei -

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere per me è un po' come proteggere i miei ricordi, i miei pensieri, le mie idee... Metterli al riparo da tutto e tutti.
Nello stesso tempo, scrivere per me ha anche una funzione catartica, liberatoria... E poi, è come se mi dessi un'altra possibilità.
Perciò, quando scrivo mi sento libera e leggera.
Mi sento bene con me stessa.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Praticamente tutto. I sentimenti che prova Iris sono i miei sentimenti. Le sue paure, le mie. Viviamo praticamente gli stessi dolori e speranze. Siamo entrambe sognatrici, nostalgiche e malinconiche.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere questo racconto ha significato gridare al mondo chi sono e cosa sento.
Parlare chiaro, senza nascondermi dietro finte gioie e bellezze. Ha significato smascherare le miei infinite imperfezioni e scoprire che mi piaccio così.
Infine, scrivere questo racconto ha significato mettermi in gioco fregandomene del giudizio degli altri.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stessa per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo è stato " Un' altra me" da sempre. Ne sono sempre stata convinta, era proprio questo che volevo raccontare, la comparsa improvvisa di un'altra me che sto ancora imparando a conoscere.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Credo Gio Evan. Mi piace il suo modo di pensare e sentire la vita. I suoi scritti mi fanno riflettere... per me sono degli input. Vorrei con me "se mi cerchi ti trovi" così me ne starei all'ombra di una palma a meditare e a colorare mandala.
 
Ebook o cartaceo?
Assolutamente cartaceo.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittrice?
In verità, non mi sento una scrittrice. Sono un’insegnante. Con il sogno di scrivere. E credo che scriverò ancora, ci ho preso gusto!
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ero in ospedale, avevo con me un libro, non ricordo quale, e un quadernetto. Sulla copertina del quadernetto avevo scritto: "vorrei tutto ciò che nei libri ho sempre sottolineato". Dentro ci riportavo le infinite frasi che sottolineavo dei libri che leggevo. La mia compagna di camera allora mi disse: "scrivilo tu un libro!" ... ed eccoci qua!
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È fantastico, emozionante!
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Il mio fisioterapista.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Mi piace.

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