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23 Nov
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Intervista all'autore - Antonino Fodale

Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Sono un tecnico, non ho fatto studi classici, ma fin da ragazzo ho sempre avuto la mania di tenere diari, di appuntare tutto, ho tentato anche qualche poesia, ma materialmente, sia perché sempre impegnato con il lavoro, sia per le incombenze familiari, non mi sono mai avventurato nella scrittura. Ora che sono in pensione posso dedicarmi più tranquillamente a questo, che per me potrà diventare un passatempo. Penso, comunque, che questa avventura servirà a trasferire le emozioni, i ricordi, le esperienze sulla carta. per lasciare memoria ai miei eredi di quel periodo particolare della mia vita e di quella disagiata di mio padre.
 
Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In questo libro è descritto minuziosamente il periodo della mia infanzia, dai 13 ai 15 anni di età, negli anni dal 1960 al ‘62, quando mio padre, nella qualità di guardiano dei fari, dopo vari trasferimenti in varie parti d'Italia, descritti anch'essi nel libro, fu destinato all'Isola dei Cavoli, in Sardegna, un isolotto disabitato dove i tre fanalisti restavano soli per tutto l'inverno, mentre in estate venivano raggiunti dalle rispettive famiglie. Sono descritti innumerevoli episodi di vita vissuta, assolutamente reali testimoniati da foto, alcuni allegri, altri tragicomici, molti oggi incredibili.
 
Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere questo lavoro per me è stato un piacere, a tratti anche emozionante, perché mi ha riportato alla memoria episodi e fatti quasi dimenticati, di una vita diversa, che ormai non si concepisce più.
 
La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta è stata abbastanza semplice poiché, avendo l'argomento chiaro, il titolo è stato quasi obbligato.
 
In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Sono appassionato di libri di avventura, in special modo con argomento "mare", naturalmente, avendovi vissuto per tanti anni in mezzo. Preciso che da oltre 40 anni abito a Bonagia, un Borgo di Pescatori alle falde di Monte Erice, in una villetta sul mare. Mio padre, in pensione, aveva comprato una villetta sul mare accanto a me. È scontato che il libro che porterei con me sarebbe: "Il vecchio e il Mare" di Ernest Hemingway.
 
Ebook o cartaceo?
Sicuramente cartaceo per problemi di vista dovuti all'età. Sono comunque favorevolissimo ai nuovi sistemi editoriali. Il progresso tecnologico è il futuro e andiamo con l'Ebook.
 
Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Quando sono andato in pensione perché ho avuto finalmente il tempo disponibile.
 
Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea è nata guardando la trasmissione televisiva "L'Isola dei Famosi" dove alcune persone vengono mandate a sopravvivere ed arrangiarsi senza niente su un’isola e chi vince guadagna un bel gruzzolo di soldi. Anche i guardiani dei fari venivano allora mandati su un’isola ad arrangiarsi e questo mi ha fatto tornare alla memoria il periodo degli anni trascorsi allora sull'Isola dei Cavoli, Anni che ho descritto nel libro con numerosi aneddoti. Ne racconto uno: - Furono mandate sull'isola due somarelle sarde; la prima sera furono lasciate libere nel piazzale del faro; la mattina seguente trovammo tutti i cappelli di paglia sfondati e tutte le scarpette con la suola di corda senza suola; avevano mangiato tutto.
 
Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Si prova una grande soddisfazione e anche un po’ di emozione.
 
Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mia moglie, titubante all'inizio dell'avventura, ha poi apprezzato molto.
 
Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che anch'esso rappresenti il futuro, avendo la possibilità di essere ascoltato da tutti i dispositivi elettronici. Che ben venga.

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