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08 Ott
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Intervista all'autore - Renato Lopresto

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivo perché trovo naturale esprimere qualcosa della parte più profonda di me. Le emozioni le ho provate prima, durante il percorso della vita.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
C'è sempre qualcosa della nostra vita reale quando scriviamo, dipingiamo, componiamo un pezzo musicale e via dicendo. Nel mio libro ci sono quindi spunti della mia vita che poi, spero, sono riuscito a trasfigurare attraverso la narrazione.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Da tempo riflettevo sull'avventura umana, sulla sua venuta al mondo, sul suo adattarsi (e fino a che punto) al vivere, sull'accettazione a morire lasciando tutto ciò che aveva conosciuto, amato e odiato e, almeno in parte, capito. È ciò che ho cercato di dire.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Quanto ho detto in precedenza mi ha permesso di scegliere subito il titolo dell'opera.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Porterei con me il romanzo "Il Rosso e il Nero" di Stendhal, che considero come un grande viaggio nei sentieri non sempre agevoli della vita che tuttavia conducono allo stesso traguardo.
 
6. Ebook o cartaceo?
Preferisco il cartaceo perché ti spinge meglio a rileggere e a riflettere. Ma riconosco l'utilità dell'ebook.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non ho mai deciso di diventare scrittore: sono state le mie letture dell'infanzia e dell'adolescenza e, soprattutto, le mie esperienze di vita a decidere per me.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Credo d'avere già risposto al punto 3. Non ho episodi o aneddoti legati al romanzo: semplicemente, le riflessioni in base ai miei studi e alle esperienze fatte mi ci hanno condotto.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È un po' come vedere, su scala e tempi diversi, crescere un bambino. In questo caso si può dire, senza presunzione, che è tuo sotto ogni punto di vista.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Non faccio mai leggere a nessuno le mie opere, se non quando vengono stampate.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro, specialmente per un'opera di narrativa (meno per la poesia), può essere di grande aiuto.
 
 
 
 
 

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