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10 Set
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Intervista all'autore - Enrico Asquer

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Di origine forse spagnola quando nel 1620 venne forse distrutta o dispersa la popolazione dei Moriscos a nord ovest di Madrid dalle forze Spagnole. È probabile che il re, Luis Asquer, si salvò. Sta di fatto che nel 1640 compare ad Alassio, in Liguria, un Asquer che si trasferì in Sardegna.
Qui attraverso gli archivi ecclesiastici e notarili si può rilevare le intraprese imprenditoriali e militari della dinastia con evidenti capacità di organizzazione e di comando. Dal nord della Sardegna si spostano su Cagliari lasciando nel loro tragitto testimonianze di fabbricanti di ceramiche, di steariche, di agricoltura e scatolame di sardine, nobili per dotti militari ebbe assegnato il feudo di Fluminimaggiore col titolo di Visconte. Fino alla abolizione dei feudi e dei titoli nobiliari. Il fratello di mio padre fu l'ultimo Visconte che visse per molti anni a Parigi. Io sono il figlio del fratello minore, l'ottavo, Ottavio. La mia vita è raccontata in breve nel libro giusto per richiamare il mio piccolo contributo insieme a tutta la mia generazione che abbiamo realizzato nel periodo che decorre dal dopoguerra, le scelte giuste e sbagliate, ma sempre nella speranza di contribuire a migliorare la vita di tutti perché solo tutti insieme possiamo migliorarla.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Dopo una grave malattia, di cui ne sono uscito vittorioso ed aver constatato la perdita di molti amici e parenti senza lasciare alcun messaggio, ho sentito il desiderio di lasciare uno scritto che possa essere, oltre a raccontare i sacrifici della mia generazione, anche un contributo per organizzare una vita di speranze
Così ho forse approfittato della Pandemia Covid 19 per scrivere questo libro prima di lasciare questo mondo.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Poiché non li ho studiati a scuola, leggo dai padri filosofi greci fino ai nostri tempi.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Per lanciare una speranza ai giovani che si trovano ad attraversare un periodo difficile.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
La mia vita è costellata da tante iniziative che mi hanno portato a frequentare persone di diversi stati sociali che mi hanno molto arricchito e influenzato.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Descrivere una realtà da me vissuta.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tanto.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
I nipoti.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia moglie.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Guardo il futuro con nostalgia del passato.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È il futuro.

 

 

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