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BookSprint Edizioni Blog

23 Ago
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Intervista all'autore - Fortunato Palella

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Buona parte della mia vita è stata descritta all'interno del libro che di fatto è la mia biografia. In realtà il mio libro nella sua versione iniziale raccontava la mia importante storia d'amore con una ragazza filippina, Maria Christina, incontrata a Manila, in uno dei miei frequenti viaggi di lavoro. Il libro finiva con la nascita della nostra primogenita Maria Santina.
Da gennaio 2020, causa Covid, mi trovo bloccato a Singapore e non sono ancora riuscito a tornare in Italia. Durante questo periodo di tempo ho rielaborato il libro aggiungendo altri episodi della mia vita, sia antecedenti al primo incontro con Maria Christina che successivi alla nascita di Maria Santina. Pertanto il libro nella versione attuale è diventato la mia biografia. Non era certamente un mio obiettivo diventare uno scrittore. O comunque non uno scrittore di professione. Scrivere per me è stato, fin da ragazzo, un modo per esternare i miei sentimenti, per parlare a me stesso, per tirare fuori tutto quello che avevo dento ma che preferivo non comunicare ad altri. Ultimamente ho sentito la necessità di lasciare traccia dei miei ricordi, delle mie esperienze, delle mie illusioni, dei miei sentimenti. Di cui sono via via diventato sempre meno geloso.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
La mia vita è sempre stata molto impegnata e movimentata e non ci sono stati momenti specifici da dedicare alla scrittura. L'ho fatto quando potevo, nei ritagli di tempo, come ad esempio durante i vari viaggi in aereo o durante le attese negli aeroporti. In alcuni casi quando sentivo la necessità di scrivere perchè in quel momento avevo bisogni di scaricare emozioni negative e tristi.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Io amo molto la storia classica in generale ed in particolare quella mitologica, filosofica e della storia di Roma. Ho letto tutti i libri di Valerio Massimo Manfredi, scrittore contemporaneo che a me piace moltissimo.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Il motivo per cui è nata la mia opera è stato scritto in precedenza. Posso aggiungere che con l'età sono diventato meno chiuso e geloso dei miei sentimenti. Sono perfettamente consapevole di essere stato molto fortunato nel poter seguire le mie illusioni, i miei sogni e le mie ambizioni. Per questo motivo ho voluto raccontare la mia vita per essere da stimolo per i miei figli e per i lettori. Il mio suggerimento è di non fermarsi mai di sognare, di ricercare l'effimera felicità, di dare un senso alla propria vita. Inoltre bisogna sempre continuare a lottare per realizzare i propri sogni. Nulla di bello viene concesso da Fato senza uno sforzo, un sacrificio.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
La mia formazione letteraria è stata fortemente condizionata dagli studi. In particolare dalla Maturità Classica. Tra l'altro svolta in un grande istituto di Messina, il Liceo Classico Maurolico. Lo studio del Latino e del Greco mi hanno molto entusiasmato e hanno formato la mia mente ed il mio spirito. Dopo la maturità ho voluto intraprendere il Politecnico di Torino, per ottenere la laurea in Ingegneria Elettronica. Due scelte apparentemente diametralmente opposte ma che invece hanno convissuto in perfetta sintonia. Pur lavorando in un ambito altamente tecnologico ho sempre mantenuto dentro di me l'interesse al classicismo. L'essere nato in Sicilia ed essere stato educato con la mentalità rurale siciliana ha contribuito notevolmente e positivamente alla mia formazione.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambi. Lo scrivere poesie era spesso un modo per evadere dalla dura realtà e per sfogarmi dai conseguenti sentimenti tristi. Era un modo per liberarmi dalla pressione dell'insoddisfazione, dalla tristezza, dall'apatia. Nella scrittura del libro in oggetto ho invece voluto descrivere la realtà dei fatti, sia essi felici che tristi. Ho voluto narrare la realtà in modo oggettivo e puntuale.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto. Come detto in precedenza il libro è la mia biografia. Oltre a narrare fatti ed episodi il libro cerca di analizzare i miei sentimenti, il mio stato d'animo. In definitiva il modo con cui ho voluto vivere liberamente la mia vita e le mie esperienze. È la descrizione del mio mondo interno oltre che quello esterno in cui ho vissuto.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Ho voluto includere nel libro tutte le persone per me importanti che ho conosciuto nel corso della mia vita. In particolare quelle che hanno assunto un ruolo da protagonista come la mia attuale moglie Maria Christina e la mia precedente moglie Concetta. Ovviamente includendo i genitori, mio fratello ed i miei figli.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Prima di decidere di mandarlo in stampa l'ho fatto leggere ai miei pochi amici più stretti ed a mia moglie Maria Christina. Tutti sono rimasti colpiti positivamente ed allora ho deciso che potesse aver senso renderlo disponibile ai lettori che fossero stati interessati a questo mio libro.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Certamente sì. Ormai nessuno può più separarsi dal suo computer e tanto meno dal suo telefono. Soprattutto il telefono, ormai impropriamente chiamato tale, che è diventato parte integrante della nostra vita e di noi stessi. Ci permette di fare tantissime cose, oltre che telefonare. Tutto sta entrando nel mondo digitale per poter essere meglio utilizzato con computer e telefono. Anche i libri dovranno sottostare a questo inevitabile divenire.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sinceramente non conosco l'audiolibro. Probabilmente è meglio indicato per i bambini. Io personalmente preferiscono leggere libri ancora in formato cartaceo. Forniscono una emozione diversa, più passionale e meno fredda di uno schermo. Comunque la lettura su uno schermo offre maggiore libertà e praticità. Sentire da una voce il racconto di un libro è una esperienza che non ho fatto. Non mi attira tanto ma non è mai detto. Bisogna sempre provare, ci si può sempre ricredere.
 
 
 
 

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Lunedì, 23 Agosto 2021 | di @BookSprint Edizioni

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