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10 Ago
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Intervista all'autore - Orena Virga

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Nata in Toscana. Cresciuta in Piemonte, ove ho acquisito l'imprinting della sua cultura rigorosa e discreta.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
James Herriot: “Cose sagge e meravigliose”;
Hemingway: “Ventuno racconti”;
Catherine Clémen: “Il viaggio di Teo”;
Dino Buzzati: “Il deserto dei tartari”.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
I cambiamenti e l'innovazione sono una certezza. Guardo al futuro ed apprezzo le nuove tecnologie ma mantengo sempre uno sguardo sul passato, sulla storia che ci ha portato all' eBook.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Un amore cresciuto pian piano, come un appuntamento che non riesci mai a realizzarlo. Dunque ponderato.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Diminuiti gli impegni di vita e di lavoro... l'appuntamento ha avuto più possibilità di riuscita. il libro è stato scritto per condividere le scelte difficili che ogni professione ci spinge a fare o a tendere. Essere realizzati è il fondamento per poter "raccontare" ciò che il cuore, la fantasia e la vita reale ti sollecitano.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Un messaggio di determinazione e condivisione di un percorso di vita. Fitto di scelte già dalla tenera età, alla continua ricerca di sé e di un equilibrio sociale. Ricerca di scopi e motivi per essere sempre positivi, gioviali ed aperti alle possibili soluzioni.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccola o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Ho sempre dovuto "scrivere" per la professione, "voluto" per me stessa tenendo diari per anni.
Quando parli il significato delle parole ti invade in simultanea al detto, devi rispondere subito anche solo in superficie, devi dare una risposta.
Ma scrivere un racconto mi ha obbligata a rallentare e riflettere. Per provare a riempire e tirare fuori dalle parole quel significato che in esse si cela. E condividerlo.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Il ricordo è per quella bambina, convinta che la vita felice dell'infanzia durasse per sempre. Una convinzione che è diventato scopo.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
No, sono metodica. Inizio una cosa e progetto anche la fine.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Carlo Cassola.
Oriana Fallaci.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
"Ascoltare" richiede concentrazione. Ci si potrebbe distrarre. Ma è una possibilità e soluzione per tante situazioni ed aspetti. È bello poter scegliere.
 
 
 
 
 

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