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26 Lug
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Intervista all'autore - Vito D’Angelo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Posso soltanto rifarmi a questa mia "opera prima", non ho altri confronti, non ho altre esperienze simili. Scrivo perché mi aiuta a colmare un po’ di solitudine che talvolta ha bisogno di uno sfogo; scrivo perché scrivere mi dà speranza.
Qualunque sia la ragione che ho per scrivere, per me è buona. Emozioni? Diverse, anche belle, positive ed a volte contrastanti (vedi punto 9) ma non certamente quelle che secondo me possono provare i veri scrittori. Io ho soltanto sparso un po’ d'inchiostro scrivendo un’infinità di parole, come un gesto quasi liberatorio, rendendomi via via conto che scrivere, parlando delle proprie emozioni, forse significa anche riordinare un po' i propri pensieri.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Parecchio. In quasi tutte le raccolte è presente la mia vita reale, legate ai miei affetti, al mio vissuto e al mio presente.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scavare un po’ nel mio passato, estraendo oro e carbone dall'oscurità, forza e bellezza dalle difficoltà.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Assolutamente semplice. Dall'istante in cui ho deciso di proseguire a scrivere questo libro, la scelta del titolo l'avevo già in mente, l'avevo già fatta.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Se proprio dovessi portarne uno, sceglierei un libro scritto due anni prima che io venissi al mondo, nel 1952 e pubblicato nel 2005. "Aspettando Godot" di Samuel Beckett. Se potessi scegliere, invece, porterei con me il CD con le canzoni scritte e musicate di mio figlio, con dentro la custodia il primo disegno di mia figlia con la sua prima dedica a "papà".
 
6. Ebook o cartaceo?
Argomento ostico. La lettura digitale non potrà mai sostituire il fascino del cartaceo per chi da una vita è abituato a sfogliare le pagine e magari a lasciar dentro un segnalibro. Credo proprio comunque che con l'avvento di Internet, molto presto, l'ebook sostituirà il libro cartaceo.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non ho mai deciso di intraprendere la carriera di scrittore. Un periodo particolare del mio percorso di vita, mi ha positivamente invogliato a decidere di scrivere una raccolta di emozioni, sensazioni, etc.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'Amica Ritrovata di cui io parlo nel libro che ne porta anche il titolo, in un piacevole scambio di messaggi via WhatsApp, mi invita a scrivere un libro, mettendomi così una pulce nell'orecchio. In quei scambi di messaggi, si parlava di gente dissimile che può imbattersi ad aprire un dialogo, un tentativo, forse per sentirsi meno soli? Mi ritorna in mente la domanda della mia Amica Ritrovata.
“Perché non scrivi un libro”? Allora capisco il perché della domanda che mi ha posto la mia Amica Ritrovata.
È' così che questa “pulce” continua a molestarmi giornalmente e nello stesso tempo ad invogliarmi quantomeno a tentarci….
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Si avvertono delle emozioni contrastanti: sei contento perché stai realizzando qualcosa che fino a pochi giorni fa non regnava nemmeno nella tua mente ma, nello stesso tempo ti poni una serie di interrogativi tipo: sarà gradito da qualche lettore? Può interessare alla Gente ciò che scrivi? Poi mi dico che scrivere un libro è un po’ come scrivere una canzone, ognuno scrive ciò che sente. Può piacere o non piacere, in ogni caso siamo proposti a critiche positive o negative.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Nessuno. Non ho mai fatto leggere il mio libro a nessuno. Soltanto la mia Amica Ritrovata conosce qualche raccolta.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Anche in questo caso penso che ci siano pro e contro. Non sempre le voci sono adatte al tipo di storia; non puoi tornare indietro per riascoltare un passaggio. Però, se il tempo che si ha a disposizione, ad esempio, è limitato a causa di impegni vari, oppure se si svolge un lavoro manuale o si deve affrontare un lungo viaggio guidando la macchina, in questi casi, gli audiolibri sono un’ottima soluzione.
 
 
 

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