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BookSprint Edizioni Blog

07 Apr
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Intervista all'autore - Alessandro Cerato

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è stato ed è tutt'ora un modo per evadere dal mondo che ci circonda, rendendo tutto molto piacevole. Scrivere è stato per me fonte di salvezza, è stato come quando stai per precipitare in un burrone, ti stai tenendo con tutte le forze sul ciglio del burrone e quando proprio hai perso le speranze di sopravvivere arriva quella tanto attesa e sperata mano tesa a te, la scrittura mi ha teso la mano e io l'ho afferrata.
Si provano tante emozioni nello scrivere, tra le quali l'amore verso quello che stai facendo e la speranza di trasmetterlo a chi legge l'opera, so che comunque la scrittura è una di quelle cose che mi rasserena e permette di farmi viaggiare pur restando fermo.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
L'ho immaginata molte volte questa domanda e la risposta è la seguente: 
il libro non è stato tratto dalla mia vita, ma ci sono tante azioni che ho fatto e ho vissuto all'interno, ci sono emozioni che sento mie più di altre, ma non posso dire che il libro parli della mia vita, ma sicuramente ci sono molte sfaccettature che ho preso dal mio vissuto, dal mio carattere e modo di pensare.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Per me scrivere questa opera è stato un atto di svolta decisiva nel percorso di quella che è la mia vita, ha rappresentato molto, scrivere è sempre stata la cosa che mi veniva meglio di tutto il resto, posso dire che in un certo senso mi ha liberato parecchio la mente e soprattutto mi ha aperto il cuore.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
In realtà la scelta del titolo l'ho trovata la cosa più semplice da fare, c’erano ben poche scelte secondo il mio punto di vista.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
sicuramente mi porterei un libro di Nicholas Sparks, lo devo anche a lui tutto questo, mi ha appassionato a questo genere di lettura e scrittura, emozionante e coincisa, mai banale.
 
6. Ebook o cartaceo?
Sicuramente l'ebook è una buona alternativa al cartaceo, risparmiando così parecchio tempo, ma rimane sempre questo, un’alternativa, per il mio modestissimo parere l'emozione del cartaceo rimane incontrastabile, l'emozione di sfogliare le pagine, fare la pieghetta all'angolo della pagina come segna libro, o mettere proprio un segnalibro, insomma, azioni e emozioni che con l'ebook non si potranno mai provare, però ritengo che qualsiasi forma di lettura vada benissimo, l'importante è che ci faccia viaggiare con la mente nello stesso modo.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non voglio esagerare professandomi scrittore, ma sicuramente adesso è una cosa che mi fa stare bene con me stesso, se poi con il tempo avrò la possibilità di intraprendere veramente questa strada ne sarò veramente felice, ora ho questa passione per la scrittura e spero mi rimanga a lungo così da poter proclamarmi scrittore.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea di questo libro nacque circa tre anni fa, in un momento particolarmente buio della mia vita dove avevo bisogno di scrivere qualcosa che mi potesse far tornare a sperare nelle belle cose, avevo bisogno di trovare dei sentimenti, pensavo di averli persi, osservavo tutto con molta freddezza a volte, ma iniziando a scrivere questo romanzo ho iniziato a vedere con altri occhi, vedevo con chiarezza chi avevo davanti e il mondo che mi circondava, sapevo distinguere le persone che mi parlavano con sincerità da quelle che stavano con me per convenienza, io tutto questo nel mio momento buio non lo sapevo fare, quasi non me ne fregava nulla, questo romanzo e la scrittura in generale mi hanno teso, come detto prima, questa mano e io ho voluto afferrarla per il semplice motivo che questa mano è sempre stata lì, ma io guardavo sempre giù, nel burrone, dove c'era buio, paura di non farcela, ma qualcosa mi ha fatto alzare la testa e mi ha permesso di vedere questa mano.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È un’emozione veramente unica, vedere minuti, ore, notti, giorni, mesi, annidi sacrificio vedersi realizzare e che non è stato tempo perso è un qualcosa di inspiegabile, questo è il primo obiettivo raggiunto, ora si percorre ancora questa strada, fermandomi comunque a guardarmi intorno ma sapendo che questa, finalmente è la strada giusta.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che dovrà leggere il mio libro ci deve ancora essere, ho voluto tenere sulle spine tutti senza risparmiare nessuno, quindi la prima persona che leggerà il mio libro sarà sicuramente chi lo prenderà per primo.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che l'audiolibro sia un ottima alternativa all'ebook e al cartaceo, per chi ha voglia di sentirsi raccontare libri piuttosto che leggerli, ma soprattutto un’opportunità importante per i non vedenti, dando così anche a loro l'emozione che può trasmettere un libro.
 
 
 
 

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Mercoledì, 07 Aprile 2021 | di @BookSprint Edizioni

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