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BookSprint Edizioni Blog

12 Mar
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Intervista all'autore - Emanuela Tammaro

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Tramite la scrittura ho imparato a riflettere, a pormi delle domande, a mettere in discussione i miei punti di vista. Ho imparato a non scartare un libro perché la copertina è mal ridotta, a sfogliarlo con cautela assaporandone pregi e difetti, a sospendere il giudizio prima di aver letto fino all’ultima pagina di esso.
Quando scrivo mi perdo nella mia coscienza, nel mio “Io” interiore. Non riesco, tuttavia, a comprendere a pieno ciò che provo in quei momenti.
Le emozioni che provo sono molteplici, e variano a seconda della trama; oppure, paradossalmente, la trama cambia a seconda delle emozioni che provo, e questo è senz’altro uno degli aspetti più affascinanti della scrittura.
Tuttavia, posso affermare con convinzione che provo un senso di sollievo e di libertà quando la mia immaginazione prende vita nelle storie che scrivo.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
I miei trascorsi, persino il mio presente e il mio futuro, hanno influenzato molto le vicende del mio libro. Potrei dire che hanno influenzato l’intera storia ma, allo stesso tempo, questa è nata dalla voglia di creare qualcosa di nuovo. Avevo bisogno di lasciarmi trasportare dalla mia immaginazione, e così è stato.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Ho scritto questo libro in un periodo della mia vita in cui mi sentivo bloccata dal un punto di vista artistico; posso essere più che felice e sollevata del fatto che, terminando questo manoscritto, sono riuscita a superare molti ostacoli. Adesso ho compreso quanto la forza della “libertà d’espressione” possa salvare la mente umana.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Non ho mai avuto dubbi sul titolo del libro.
La scelta è avvenuta spontaneamente e, per quanto alcuni mi abbiano consigliato di cambiarlo, non ho mai avuto ripensamenti a riguardo. Questo titolo è legato alla mia persona, ormai. Nel bene o nel male, sarà sempre parte di me e del mio essere, e non avrei potuto fare scelta migliore.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Credo che ogni lettore abbia un primo amore letterario. Nel mio caso, non ho alcun dubbio.
Nonostante il mio amore sconfinato per i grandi Classici Inglesi, quindi “Orgoglio e pregiudizio”, “Cime tempestose” e così via, vorrei con me “Follia”, di Patrick McGrath.
È stato uno dei primi libri che ho letto per intero. Tramite la storia nascosta dietro quella copertina ormai consumata ho scoperto la mia passione per la psicologia, il mio interesse nel trovare spiegazioni ed interpretazioni del comportamento umano. Prima di tutto, però, ho scoperto quanto amo leggere e perdermi per poi ritrovarmi tra le righe di una storia. Con quel libro, prima che con altri, ho assaporato la gioia di provare emozioni grazie alla forza della penna di uno scrittore.
 
6. Ebook o cartaceo?
Trovo che il formato EBook sia molto pratico; tuttavia, nulla potrà mai essere paragonato, per me, alla sensazione delle dita che scorrono sulla ruvida trama delle pagine di un libro. Confesso che sono talmente incantata dall’odore della carta dei miei libri che, quando ne acquisto uno, la prima cosa che faccio è affondare il viso tra le pagine e ispirare profondamente.
Inoltre, non c’è niente di più affascinante di un libro con la copertina vissuta, le pagine ingiallite e qualche angolo piegato qua e là.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non c’è stato un momento preciso in cui ho deciso di intraprendere la carriera di scrittrice. È sempre stato uno dei miei sogni pubblicare un libro. Temo, però, che se avessi provato a pubblicare un romanzo tempo fa, non avrei avuto la maturità emotiva e la curiosità adatta a creare una storia tanto intensa ed importante per me.
Spero che il mio romanzo faccia appassionare i lettori come è successo a me scrivendo e impreziosendo pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, sino alla parola “Fine”.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Poco tempo fa ho trovato un PC che utilizzavo da piccola. Questo conteneva alcuni file che riguardavano un racconto scritto nel periodo in cui frequentavo un corso di Scrittura Creativa.
Scrissi quella storia perché l’insegnante del corso sopracitato aveva intenzione di presentare un mio lavoro ad un concorso e, con profonda amarezza, ricordo di non aver mai presentato il mio lavoro alla Giuria, siccome credevo che non fosse abbastanza valida.
Da quel racconto, quindi, è nato il mio libro. C’è da dire, però, che non ho scritto il romanzo con l’intenzione di pubblicarlo.
Inizialmente volevo semplicemente poggiare una mano sulla spalla della bambina timorosa che ero un tempo; forse avevo bisogno di dimostrarle che bisogna lottare per i propri sogni. Per cui, dopo varie vicende, mi ritrovo oggi a vedere il mio sogno realizzato.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Trovo magico che il frutto della mia immaginazione abbia preso vita sotto forma di inchiostro su carta bianca.
Ho dimostrato a me stessa di riuscire a portare a termine un compito non poco arduo, per quanto spontaneo.
È una sensazione unica e indescrivibile immaginare di riuscire a far provare emozioni ai lettori tramite le mie parole. Inoltre, è emozionante pensare che qualcuno possa riconoscersi nella trama o addirittura nei personaggi del mio romanzo.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Ho scritto il libro con il supporto di una delle persone più importanti della mia vita. Francesca ed io siamo amiche da circa dieci anni, ormai. La sua amicizia e le nostre particolari storie hanno ispirato molto del manoscritto. Durante la stesura del romanzo mi è stata molto vicina. Ha esaminato con me ogni capitolo ed è sempre riuscita a sostenermi nel migliore dei modi. È stata lei stessa a consigliarmi di presentare il libro alla casa editrice.
Quindi, lei è stata la prima persona in assoluto a leggere il mio libro.
Le sarò sempre grata per la forza che mi ha dato in questo periodo della mia vita.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Credo che sia molto interessante. Ho provato io stessa questa novità, e l’ho trovata rilassante.
Trovo che sia un modo alternativo, per chi non ama leggere, di conoscere gli infiniti luoghi e le molteplici storie dove solo i libri possono portarti.
 
 
 
 
 

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