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22 Dic
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Intervista all'autore - Ettore Cibelli

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Di origini napoletane, cresciuto a Milano, laureato a Trento. Io, Ettore Cibelli, per gran parte della mia vita, sono sempre stato impegnato su due fronti. Per 35 anni o lavorato in aziende multinazionali, come Direttore del Personale, ed in parallelo, ma da quando avevo 17 anni, ho sempre praticato il teatro, come attore, poi regista, ma anche come organizzatore e formatore.
Mentre gli altri due coautori, Giampaolo Bruni è un coach ed impegnato nella formazione di manager aziendali; l'altro, Marco Ballerini è un attore e regista.

Non ho deciso di diventare scrittore, nel senso pieno del termine, ma ad un certo punto del mio cammino ho sentito l'urgenza di parlare delle mie due esperienze, quella aziendale e quella artistica.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Mi capita in qualsiasi momento della giornata, ma soprattutto direi, nel momento in cui mi vengono le idee.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Nell'ambito della "Comunicazione" direi Paul Watzlawic. È quello che ha portato una grande innovazione negli studi su questo importante tema. Emblematico è il suo libro "Pragmatica della comunicazione umana”, dove ha analizzato l'atto del comunicare da un punto di vista strutturale, psicologico, organizzativo, filosofico e persino paradossale.
Ma mi piacciono anche Umberto Eco e Andrea Camilleri ed altri.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Perché parlandone coi miei colleghi, abbiamo visto la stretta connessione tra l'attività del manager che opera in azienda e quella dell'attore che recita sulla scena. Già lo scrittore francese Albert Camus, in un certo senso, ci ha portato a fare questo accostamento, quando nel suo libro "Il mito di Sisifo", in particolare nel saggio "La commedia", presenta l'attore quasi come un uomo "assurdo", in quanto "crea ed enumera i propri personaggi, ed è nel tempo che impara a dominarli. Egli vede chiaro, sente quanto ha di straziante e di insostituibile la sua avventura. Ora sa e può morire" e rinascere ogni volta su quel palcoscenico.
Ebbene non è in fondo ciò che fa anche un manager con tutti i suoi interlocutori?
Inoltre, pensando agli strumenti a disposizione, sia i manager che gli attori, utilizzano entrambi i linguaggi verbali, preverbali e non verbali, certo in misura diversa, ma sono gli stessi.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Direi tanto visto che c'è la mia esperienza, intensamente vissuta sia in azienda che in teatro.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Sicuramente, nel mio caso, è un modo per raccontare la mia realtà.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
C'è moltissimo, visto che ho raccontato praticamente della mia vita.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Dopo aver raccolto le mie idee, per un lungo periodo, in una bozza, l'ho data in visione ai miei due amici e colleghi, Giampaolo e Marco. L'hanno trovata interessante ed hanno intravisto la possibilità di approfondimenti con il loro aiuto. Ed è nata così la collaborazione che ha portato a "Comunicare attraverso le tecniche attoriali".
 
9. A chi ha fatto leggere per primo la bozza di questo libro?
A mia moglie al cui giudizio critico tengo molto ed anche come ottima correttrice di bozze. Inoltre a due cari amici che sono due punti di riferimento nei loro settori di competenza, quello manageriale e quello artistico. Gli stessi, Dr. Francesco Costantini ed avv. Carmelo Pace, hanno scritto due interessanti presentazioni.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Sono convinto che l'ebook prenderà più spazio in quanto novità ed in quanto facilitatore di utilizzo del nostro tempo. Ma non credo possa soppiantare il piacere della lettura su carta stampata.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Come per l'ebook avrà una considerevole espansione, in quanto tecnologicamente avanzato e quindi tiene conto delle esigenze della società di oggi; ma non vedo una sua esclusività.
 
 
 
 
 

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Martedì, 22 Dicembre 2020 | di @BookSprint Edizioni

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