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07 Dic
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Intervista all'autore - Giada Rossin

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Classe 1973, nata a Montagnana (PD) e residente a Badia Polesine (RO), di professione Tributarista da oltre 20 anni. Studente e lavoratore fino a 45 anni quando finalmente sono riuscita a laurearmi in Economia e Commercio a Bologna. Durante questi anni di vita ho avuto momenti bellissimi, come il matrimonio con mio marito Filippo e la laurea e, momenti brutti, come la morte improvvisa di mio padre a 52 anni e vari problemi di salute.
Fin da bambina mi piaceva inventare storie e disegnare i personaggi che ne facevano parte. Ma mano che passavano gli anni queste storie cominciavano a diventare sempre meno. Il lavoro, lo studio, la famiglia riempivano completamente la giornata. Riuscivo solamente a dipingere un paio di quadri all'anno, dove la mia mente riusciva finalmente a viaggiare: con i colori, le pennellate, le forme. In questi ultimi anni ho riscoperta me stessa. Prima con l'esposizione delle mie opere, partecipando nel 2019 anche al Premio Mestre di Pittura ed ora con la pubblicazione del mio primo libro.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Purtroppo ho tempo per scrivere solo occasionalmente e di solito alla sera o al fine settimana.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Dan Brown.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Nel periodo del lockdown, spolverando in un cassetto, sono sbucati i miei quaderni di quando ero adolescente, dove disegnavo e inventavo storie di ogni genere. Ho cominciato a leggerli con mio marito e l'idea di pubblicarli è stata proprio sua. All'inizio ho pensato: "ma chi leggerà queste cretinate?" ma poi è scattato qualcosa dentro e ho cominciato a rivedere quelle storie cercando di crearle in una chiave moderna.
"Rispetto agli anni '80 cos'è quella cosa che ha rivoluzionato il nostro modo di vita?" Mi sono chiesta...e mentre pensavo mi sono risposta da sola "il cellulare"!
Il cellulare presente in ogni luogo: a scuola, a lavoro, mentre facciamo sport, perfino in bagno.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Molto.
I luoghi in cui vivo e le persone che incontro ogni giorno sono fonte di ispirazione.
Il lavoro e l'istruzione ricevuta, mi hanno permesso di avere quelle conoscenze di base che mi hanno resa sicura di me stessa.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambe.
Evadere per scrivere di se stessi e della realtà che ci circonda.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Il primo racconto "Il genio del cellulare" è ispirato alla mia famiglia.
Tigro è il mio gattone rosso e tigrato di oggi.
Jane sono io, ma la ragazzina del passato.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Sì, mio marito Filippo: il mio critico e il mio correttore personale.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Filippo.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
L'ebook è ormai il presente ma sfogliare un libro, sentire il profumo della carta e poterlo toccare è un'emozione in più.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Mi piace. Se penso a tutte quelle persone che non possono leggere un libro per problemi di vista o di salute questa è una cosa fantastica.
 
 
 

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