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28 Nov
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Intervista all'autore - Alfredo Pannitteri

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Vengo da un mondo totalmente diverso da questo, caotico e stile Broccolino, badate non era il paradiso terrestre, ma semplicemente un paesone di campagna. Per la mia famiglia che arrivava dalla Sicilia ci siamo sentiti allo sbaraglio e tanti pregiudizi di borghesucoli piccoli.
A partire dall'asilo poi per tutto il resto delle scuole.
Da qui inizia il mio bisogno di estraniarmi, finendo per essere sempre quello controcorrente, strano.
I problemi in famiglia non hanno aiutato a migliorare la situazione.

2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non c'è un momento migliore d'un altro, quando arriva arriva.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Non voglio essere scontato, perciò amo i Futuristi come base la beat generation.
Alcuni poeti che considero fuori casta tipo Cafavis, senza scordare classici come D'Annunzio o Pier Paolo Pasolini.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Per il bisogno di sintetizzare le emozioni che in un dato momento si riversavano incontrollate e caotiche.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Tanto, quando vivi nel desiderio inappagabile di vivere e non puoi o rubi, o scrivi.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Esattamente una evasione totale, un modo per viaggiare.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Molto, anche tantissimo non ho affrontato.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
La fortuna è sfortuna dei miei famigliari.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ad alcuni amici!
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Certo come un tempo lo si faceva sui dischi poi sulle musicassette per imparare le lingue, poi con i Cd.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Se vogliamo ammettere l'audio libro dalla radio è passata a dischi di vinile ecc. Effettivamente non rappresenta una novità.
 
 
 
 
 

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