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14 Nov
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Intervista all'autore - Luca Raschi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è una valvola di sfogo interiore, un modo di urlare le tue emozioni, delusioni sofferenze... gridare attraverso una poesia ciò che si sente in quel momento e dopo averla scritta mi sento meglio buttando fuori quello che si ha dentro 'grazie ad una semplice penna…
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Nel mio libro la maggior parte delle poesie è vita vissuta reale, alcune sembrano inventate perché parlo di gabbiani di angeli ma in realtà sono io che mi immedesimo in loro…
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Quest'opera significa dimostrare a mio figlio chi era veramente suo padre, quando un giorno morirò...
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo è nata per il finale delle mie poesie, io mi vedo come una specie di the Joker che sa cambiare abito e volto dipende chi ho di fronte.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Amo l'horror e probabilmente un bel libro di Stephen King… anche perché ho più paura delle persone reali che di un libro horror..
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo altrimenti non si chiamerebbe libro...voltare le pagine con le dita è un'altra sensazione… senti il foglio scivolare e il suo rumore a volte mette i brividi…
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Scrittore è una parola grossa... ma fin da ragazzo quando non esisteva internet amavo scrivere dietro i calendari sempre come una specie di sfogo interiore... nascosto da tutti e tutto...
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Come già detto l'idea era già dentro me, ma convivevo ed il mio bimbo era piccolo quindi facevo il marito ed il padre a tempo pieno... dopo essere stato tradito dalla donna che amavo madre di mio figlio c'è stato un lungo periodo di sofferenza piangevo ogni giorno un po’ per il tradimento ma soprattutto il distacco da mio figlio che essendo un lavoratore precario i primi anni di vita l'ho cresciuto io facendogli da padre e madre tra pannolini e biberon, senza togliere nulla alla madre che è una grande lavoratrice, partiva la mattina presto per lavoro e tornava la sera e del bambino mi occupavo io...
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Grazie al signor Vito Pacelli questo sogno sta diventando realtà ed è un’emozione così grande che è difficile da spiegare... ma senza il signor Vito Pacelli non sarebbe mai nato il mio libro sono precario ed ho un figlio da crescere non avrei mai avuto le possibilità economiche per la pubblicazione quindi avrei continuato a scrivere sul mio quaderno, un giorno spero di poter ringraziare personalmente il signor Vito che si è dimostrato una persona pura di valori che in questa società si sono persi... grazie davvero di cuore.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La prima persona che legge le mie poesie è mia nipote Sheila ragazza di 26 anni figlia di mia sorella... con cui ho un rapporto speciale condividiamo tutto sofferenza e gioie e lei mi supporta l'adoro....
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L'audiolibro penso sia un modo efficace per coloro che hanno difficoltà con la vista, una trovata geniale soprattutto per gli anziani che amano leggere...
 
 
 
 
 

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