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28 Ott
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Intervista all'autore - Francesco Cirigliano

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono di origini medio borghesi (madre insegnante e padre operaio) con una storia un po’ particolare. Come tutti i ragazzi non avevo voglia di studiare fino alla fine del liceo dove ho avuto una sveglia casuale. Infatti dovevo intraprendere scienze della formazione ma purtroppo non fui ammesso ripiegando su lettere che si è dimostrata poi la mia passione.
Scrittore? Quando mi resi conto che da sempre mi piaceva raccontare storie brevi o lunghe che siano, così decisi di mettere per iscritto anche grazie al mio tentativo di creare una campagna d&d che fu molto apprezzata motivandomi.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Dedico ogni buco della giornata, porto con me un’agenda dove appunto le idee per poi metterle per iscritto.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Apprezzo particolarmente le opere di Martin e di Giorgio Faletti la cui ultima opera, ahimè, manca della sua forza espressiva secondo me.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Perché io prevedo di scrivere un ciclo e questo è il primo tassello, un piccolo mattoncino, che costruirà il disegno finale. Infatti sono all’opera sul sequel di quest’opera e su di un altro libro.
Nasce per la volontà di raccontare una storia a tutti.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Molto, i familiari da parte di mia madre hanno tutti dei titoli e ricoprono ruoli di rilievo nella società (avvocati, insegnanti, etc).
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Dipende da che scrivo.
Le poesie sono una descrizione della realtà come la mia mente la percepisce mentre la narrazione è una reinterpretazione della mia fantasia e delle mie aspettative condite da un che di bambinesco.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto me.
Mi svuoto letteralmente ogni volta che scrivo.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
In realtà no è tutto opera della mia fantasia però paradossalmente se non vivessi fuori da casa mia non scriverei nulla per mancanza di stimoli.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Alla mia fidanzata.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
O l’ebook o qualcosa di sostenibile.
Ovvero il problema è che per leggere un libro bisogna abbattere degli alberi.
Ora questo è inaccettabile non solo perché non è indispensabile, quindi secondo il mio modo di vedere, eliminabile trovando un altro modo di conseguenza.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L’audio libro non lo accetto molto perché manca l’intimità della tua voce interiore che legge, la fantasia che galoppa spinta dalle parole scritte.
Prediligo però i podcast, una gradevole compagnia a cui io stesso mi dedico.
 
 
 
 
 
Mercoledì, 28 Ottobre 2020 | di @BookSprint Edizioni

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