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BookSprint Edizioni Blog

29 Ago
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Intervista all'autore - Alberto Bonora

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
In realtà non mi definisco (scrittore), mi piace scrivere.
Fin da ragazzo, essendo appassionato di musica, scrivevo testi che poi adattavo musicalmente suonando la chitarra.
Ho cominciato a suonare la chitarra a 7 anni, senza l'aiuto di nessuno, mi piaceva anche perché purtroppo, come è raccontato nel mio primo libro (I colori della vita), all’età di 3 anni il virus maledetto della poliomielite, ha pensato bene di entrare dentro di me condizionando tutta la mia vita.
La chitarra era l'unico svago che potevo permettermi, giocare con gli altri bambini era impossibile, loro potevano correre, saltare, fare tutto ciò che un bambino dovrebbe fare. Io no, anche perché i primi anni della malattia li ho passati fra un ospedale e l'altro, dove ho subito vari interventi alle gambe.
Non sono morto, come mi era stato diagnosticato inizialmente e a 10 anni ho cominciato a muovere i primi passi. La musica mi ha accompagnato piacevolmente e dopo qualche anno ho formato una band musicale, da lì è cominciata la mia vita, anche se difficile da vivere, non mi sono fermato davanti a nessuna difficoltà, per chi ha problemi motori la vita del musicista non è semplice, ma sono andato avanti. A 17 anni ho conosciuto una ragazza splendida con la quale dopo 3 anni ho avuto una figlia meravigliosa. Fra varie difficoltà, dato il rifiuto dei suoi genitori ad accettarmi, poiché pensavano che la loro figlia meritasse di meglio, siamo andati avanti e dopo 50 anni siamo ancora felicemente insieme.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Sono un nottambulo, sarà per la vita che ho sempre fatto in giro a suonare nei locali notturni. Quindi preferisco la notte, perché è il momento in cui mi guardo dentro e spesso mi detesto, ma non mi deprimo reagisco subito, non posso soffermarmi a lungo sopra certi pensieri, impazzirei. Ed è proprio per esorcizzare questo stato d'animo che comincio a scrivere musica e testi e vengono fuori le idee migliori.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Non ho un autore in particolare, non sono un lettore accanito preferisco guardare un film, la lettura non mi attrae molto mi stanco subito, gli occhi non ce la fanno a fissare a lungo, ho fatto molta fatica a scrivere questi 2 libri, ma ce l'ho fatta.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Forse per un bisogno di esternare qualcosa che deve uscire fuori in qualche modo, vivere una vita a metà è qualcosa che può portare alla pazzia.
Forse è più facile da accettare una situazione più grave della mia, sembra un paradosso ma cerco di spiegare perché. Quando la vita ti passa accanto, con tutte le cose belle che porta con se e tu le vuoi afferrare ad ogni costo, e con fatica le raggiungi, poi continuare su questa strada è difficile.
Ci si scontra con una realtà che per chi non ha difficoltà sono UN NIENTE, ma nel mio caso mi viene da citare Don Chisciotte contro i mulini a vento.
Ci si deve adattare, cercare appigli di ogni genere per portare avanti propri progetti in una società che non aiuta per niente. Ecco perché a volte penso che forse sarei stato più sereno se la mia situazione fosse stata molto più grave, accettandola avrei evitato lo stato psicologico disastroso che ho vissuto.
Ma poi dico a me stesso che non merito tutto l'amore che ho ricevuto, che non merito la gioia di essere padre e marito, che non merito di aver realizzato quasi tutti i miei sogni anche se molte cose le vivo non proprio al 100%.
E allora ringrazio Dio anche se quel giorno del 1950, si è distratto un momento e non mi ha protetto, ma poi lo ha fatto per il resto della mia vita e allora lo ringrazio di avermi dato una possibilità anche se è una vita un po’ limitata, ma che ho vissuto al meglio.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Tantissimo, la società non è, e non sarà mai pronta ad affrontare i disagi di chi ha un problema in più. A cominciare dai falsi, ipocriti che davanti ti sorridono e ti promettono e poi specialmente in certi contesti ti mettono da parte perché specialmente nel mondo dello spettacolo, è meglio che l'allegria e la spensieratezza della gente, non venga turbata nel vedere l'aspetto, anche se minimamente imperfetto di chi potrebbe emergere ma meglio non rischiare, quindi preferiscono puntare su qualcuno dall'immagine più accattivante.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
È sicuramente entrambe le cose.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto quanto.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Tutto ciò che mi circonda, ma in particolare la donna splendida che nonostante tutto è ancora al mio fianco.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia moglie.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Non credo, anche se avrà successo questo sistema, anche se siamo nell'era digitale, ho avuto modo di parlare con molte persone in merito e la maggior parte preferisce sfogliare un libro e sentirne il profumo.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
La stessa cosa che ho detto dell'ebook.
 
 
 
 
 

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Sabato, 29 Agosto 2020 | di @BookSprint Edizioni

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