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BookSprint Edizioni Blog

26 Mag
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Intervista all'autore - Nathalie Colangelo

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Provo delle emozioni davvero forti, difficili da spiegare a parole, anche perché penso che non tutto si possa spiegare e questa sensazione è una di quelle, bella ma anche molto strana, forse perché fino ad oggi non lo avevo mai fatto prima e ora che ci sono riuscita, mi fa sentire bene.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
TUTTO, ogni singola virgola, ogni singola battitura nasconde dentro la mia vita, mi sono completamente messa a nudo come non lo avevo mai fatto e questo libro rappresenta la mia vera nudità cioè il conoscere davvero una persona dalle sue fragilità, sogni, la sua infanzia e tante altre sfumature che molto spesso le persone o gli amici credono di conoscere ma in realtà come dico sempre io, non bisogna pensare di conoscere una persona dalla copertina, bisogna aprire il libro.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Questo libro, per me significa tanto perché chiunque lo leggerà mi conoscerà davvero, è una sorta di collegamento fra me e il lettore che in quel momento non è più un lettore sconosciuto ma diventa un amico a cui sto per raccontare la mia vita, questo libro poi non parlerà solo di me ma anche di ognuno di voi poiché all'interno troverete diverse tematiche che nella fase adolescenziale tutti noi abbiamo provato quindi sarebbe straordinario interagire con il lettore.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
La scelta del titolo è stata semplice, mi sono posta una semplice domanda: "Cosa voglio che l'altra persona faccia per me?" così da questa domanda è nato il titolo.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Spero il mio ahah, no scherzo un libro che mi ha davvero colpito e a cui sono affezionata è la storia del “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, penso che la vita del Piccolo Principe sia la metafora della nostra, di ognuno di noi e soprattutto, la parte più bella è rendersi conto che quanto di più bello possediamo non sono le cose materiali ma i rapporti di amore, amicizia, questa è davvero l'essenza della vita.
Mi affascina molto il dialogo che c'è fra il bambino e l'adulto, dove il bambino rappresenta un'età che molti adulti dimenticano di aver vissuto, un'età di meraviglia.
 
6. Ebook o cartaceo?
Io rappresento un po' la ragazza all'antica ma non per questo sono contraria all'ebook, anzi penso che con questo nuovo metodo ci sia anche la possibilità dello spreco della carta e questo è molto importante però allo stesso tempo resto molto legata e meravigliata dal libro stampato, mi piace sentire lo sfogliare delle pagine, la ruvidezza della carta e l'odore che già di per sé racconta una storia.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ma in realtà a questa domanda non c'è proprio una risposta, non ci avevo mai pensato, non ho mai pensato: "Voglio essere una scrittrice" e tanto meno ho pensato di esserlo, sono solo una ragazza che ha voglia di comunicare con gli altri, raccontarsi e far raccontare e perché non iniziare a fare la prima mossa raccontandosi con un libro?
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Questo libro nasce come bisogno, un mio bisogno, uno di quei bisogni che non puoi fare a meno di soddisfare, non è stato facile mettersi cosi a nudo ma ne avevo bisogno e così lo feci.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto, pensavo che quei miei pensieri rimassero solo miei e invece pensare che diventerà un vero e proprio libro dove potrebbero leggerlo altre persone mi rende davvero molto orgogliosa e anche molta paura allo stesso tempo, come quando devi farti conoscere per la prima volta e ti poni la domanda : "chissà se gli piacerò" però sono felice, davvero felice.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Ancora nessuno, appena pubblicato sarà una sorpresa per tutti e sicuramente sarà molto emozionante!
Però forse la prima persona che ha letto il libro sono stata io non appena terminato, l'ho riletto un milione di volte, mi faceva star bene rileggere, rileggermi.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che sia una bella iniziativa, il mondo della lettura è un mondo bellissimo e infinito, quindi penso che tutte queste frontiere possono comprenderlo sempre più a fondo, penso che ascoltare un audiolibro si possono trovare delle sfumature diverse che magari in una lettura silenziosa, non avremmo mai pensato di trovare!
 
 
 

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