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BookSprint Edizioni Blog

14 Mar
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Intervista all'autore - Antonio Pio Canistro

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nato a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia. Ho vissuto in quel paese fino all’età di diciannove anni e poi sono partito per motivi di lavoro. Per tale motivo, ho girato l’Italia in lungo e in largo. Il conoscere e scoprire tanti posti e luoghi ha maturato la mia personalità. È stato fondamentale conoscere soprattutto tantissime persone. Lo scambio di idee e di opinioni fanno crescere e maturare tantissimo. Le tante esperienze vissute, col tempo, si traducono in cose pratiche.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Il libro che consiglierei di leggere ad un adolescente è il “Don Chisciotte della Mancia” di Miguel de Cervantes Saavedra, perché è considerato il primo romanzo moderno e capolavoro della letteratura mondiale. È stato scritto nel milleseicento, ma è attualissimo perché fa capire che ognuno di noi è libero di poter interpretare il proprio ruolo nella vita senza seguire tanti schemi prestabiliti. Infatti, il mio motto è: come fai fai nella vita, ci sarà sempre qualcuno che dirà la sua e tu prosegui per la tua strada. Questo romanzo ti prende, ti coinvolge dalla prima all’ultima riga e ti fa sognare, perché se si smettesse di sognare, resterebbe solo una vita magra. Se non fosse così lungo, sarebbe da leggere tutto d’un fiato, ma è talmente scorrevole che non fanno paura le tante pagine.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Il libro cartaceo ha la sua magnificenza, perché quando un libro viene sfogliato, emana il suo profumo dalla carta stampata. Infatti, vengono coinvolti tutti sensi: il tatto nello sfogliare le pagine; l’olfatto nel sentire il profumo della carta, come dicevo poc’anzi; la vista; il gusto, se si ha l’abitudine di bagnare l’indice per sfogliare le pagine, e, direi, anche l’udito, se piace leggere i libri a voce alta. Ma non sono contrario alle nuove tecnologie, come l’eBook che rappresenta ormai la nuova frontiera e, secondo me, dà anche una grande opportunità per gli spazi (non si ha tanto spazio in casa per avere delle librerie). Inoltre, dà la possibilità di avere a disposizione qualsiasi testo, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo ci si trovi, racchiuso in un semplice chip.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura può essere un colpo di fulmine, perché quando sorge un’idea e, a chi piace scrivere, si mette in moto quel meccanismo interiore, è poi difficile da controllare. Si realizza qualcosa di reale, attraverso la scrittura, di ciò che era latente nell'anima. E, attraverso la scrittura, si realizza anche quel sogno interiore che è proprio dello scrittore.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
L’idea è sorta da una mia teoria di come si fossero sviluppate in Italia alcune organizzazioni criminali. Infatti, nella tragedia in quattro atti da me scritta, traccio, in modo pionieristico: come sono nate queste organizzazioni, perché sono nate, da che cosa sono state spinte a nascere, come si sono sviluppate e perché non si sono sviluppate in tutte le regioni italiane. Questo è stato ciò che mi ha spinto a scrivere questo libro.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Il lettore sa benissimo che viene scritto tanto e non tutto è possibile leggere. Però l’importante che si continui a leggere, perché oggi passa molta informazione che dura un attimo; mentre se si legge un libro, si analizza quello che si sta leggendo e nella lettura si acquisiscono concetti che non possono venire dalle sterili informazioni. Ho voluto scrivere in forma di tragedia, perché mi piacerebbe che il messaggio di quest’opera possa raggiungere, oltre il classico lettore, anche la grande platea del pubblico amante del teatro.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura è sempre stata la forma di comunicazione principale. La storia ci insegna che l'uomo, prima della parola, ha iniziato a tracciare segni con le mani, che poi si sono raffinati nella scrittura che oggi conosciamo. Quindi, devo dire che scrivere ha preso coscienza pian piano nella mia vita, con qualche sogno nel cassetto sin da piccolo. Infatti, ricordo di aver composto qualche poesia durante l'adolescenza.
I sogni sono il pepe della vita e se si realizzano fanno maturare in sicurezza con il passare del tempo.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
La nascita di questo libro è legata soprattutto alla lettura delle pagine di alcuni quotidiani, in particolare gli argomenti sulle organizzazioni criminali che mi hanno dato la spinta a scriverlo.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Ci sono stai tanti momenti di pausa prima di portare a conclusione la stesura del libro. Ma devo dire che non c’è mai stato il pensiero di non portarlo a termine, perché volevo realizzare quello che poi è stato il risultato finale. Era un progetto e si è realizzato come lo immaginavo.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Il mio autore preferito del passato è, senza dubbio, Alexandre Dumas, dovuto soprattutto alla lettura del suo capolavoro “Il Conte di Montecristo”. Questo è stato uno dei più bei romanzi che ho avuto il piacere di leggere. La grandiosità di questo romanzo è il risultato della sua intelligenza infinita.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Secondo me, l’audiolibro è una grandissima invenzione, perché dà la possibilità, in special modo, a chi è ipovedente, di assaporare la “lettura” di un libro. Mi ha colpito, tempo fa, una fiction data in TV, dove c’era un grande personaggio dello spettacolo ipovedente che, per poter studiare e sostenere gli esami, era costretto ad assoldare un lettore e lui riusciva a memorizzare ciò che il suo lettore gli leggeva. Ecco, questo particolare esempio mi dà conforto e mi convince sempre più nelle tecnologie nate e create a fin di bene e per cause giuste.
 
 
 
 
 

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Sabato, 14 Marzo 2020 | di @BookSprint Edizioni

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