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28 Feb
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Intervista all'autore - David Valori

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Vengo da una famiglia di piccoli imprenditori, con una certa Storia alle spalle, nella Toscana medievale e nella Firenze del Rinascimento.
Ho sempre avuto un certo talento nella scrittura, emerso già negli anni della scuola, che ho lasciato presto, per lavorare nell'azienda di famiglia.
Ho sempre letto molto, da curioso spirito libero, interessandomi degli argomenti più disparati, ma tra i quali spesso ho percepito un legame, un "fil rouge": dall'epica Greca a quella Indiana, dall'archeologia in genere alla Chanson de Geste ed alla cultura Cavalleresca medievale.
Ecco, quest'ultima ha avuto un fascino assoluto, per me, plasmando molto del mio modo di vedere il mondo e la Storia, passata e presente.
L'idea di scrivere romanzi è venuta tardi, passati i 50, concentrando in essi anche varie esperienze vissute.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Scrivo di notte, prevalentemente.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Sono indeciso tra Yukio Mishima e Julius Evola.
 
4. Perché è nata la sua opera?
Se nel mio primo romanzo, Due Cavalieri e una Strega, definito nel sottotitolo Storico-iniziatico, mi sono ispirato ai più elevati Valori della Cavalleria Medievale, a quelle Virtù di Fede, di Speranza, di Carità, di coraggio e di nobiltà d'animo, che oggi brillano per la loro assenza, così nel mio secondo romanzo mi sono ispirato agli istinti più bassi latenti nell'essere umano, nel desiderio di potere e di dominio che pervade molti, nella più banale quotidianità come nelle stanze del Potere che decide i destini dell'umanità.
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Buona domanda... Verrebbe da rispondere che tutti abbiamo viviamo tre vite; una pubblica, una privata e una segreta...
La mia vita pubblica è quella di imprenditore, commerciante, esperto e praticante di Arti Marziali, quella privata di marito e padre, quella segreta... se ve lo dico poi non è più segreta... Un po' stile Fight Club!
Certo il contesto in cui viviamo ci influenza, ma è prerogativa dello scrittore e del poeta sciogliere certi lacci...
Salgari, descrisse le ambientazioni esotiche del romanzo Sandokan senza muoversi dal suo scrittoio.. e nel 1800 non c'erano né i documentari in Tv né internet.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambe. Io amo viaggiare nel tempo, specialmente quello passato, per cercare di mostrare che quello che è avvenuto nel passato è in agguato nel futuro... dipende anche e soprattutto da noi.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Molto... I miei romanzi nascono da esperienze che mi hanno sfiorato o che ho vissuto di persona.
 
8. C’è qualcuno che si è rivelato fondamentale per la stesura della sua opera?
Mia Moglie. Donna di grande carattere, dolce e forte, vera ancora di salvezza.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ad un vecchio amico di gioventù, mio vero gemello diverso, che ha commentato, alla fine "Bello e intrigante, ma non saprei in quale scaffale inserirlo..." lo considero un gran complimento, aver creato un nuovo genere letterario non è cosa da tutti.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
No. Ferma restando la comodità delle nuove tecnologie, queste non riusciranno, almeno nel breve periodo, a sostituire il calore di un libro.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Voce del verbo comodità e pigrizia, però bisogna riconoscere che la lettura "interpretata" fa il suo effetto...
 
 
 
 
 

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Venerdì, 28 Febbraio 2020 | di @BookSprint Edizioni

1 COMMENTO

  • Link al commento Riccardo Valori inviato da Riccardo Valori

    E bravo David non sapevo che avevi questo talento! Bravo! Bravo! Bravo!

    Domenica, 01 Marzo 2020 10:44

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