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BookSprint Edizioni Blog

03 Feb
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Intervista all'autore - Arturo Lepico

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Trasferire ad altri le sensazioni personalmente provate al verificarsi di un fatto e verificare se esse siano comuni e/o attuali ed in quale misura: ciò che può aiutarmi a capire se e quanto sia tuttavia al passo coi tempi, ultraottuagenario quale sono.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
In percentuale il 90%.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Attualizzare il passato e verificare, a mente serena, senza l'affanno del momento, e col senno di poi, quanto il mio comportamento di allora sia stato
corretto e coerente.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Trattandosi sostanzialmente di un'autobiografia è stato un doveroso omaggio alla memoria di mio padre, che è stato, purtroppo per lui e per tutti noi super stiti il primo bersaglio del "fato avverso" alla nostra famiglia...a cominciare dalla perdita della moglie, mia madre, dopo due anni dal matrimonio....
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
1) "I promessi sposi", testo sempre attuale per ricordare come si scrive in italiano.
2) Beckett e Pirandello per crogiolarmi nel nichilismo (innegabile), accompagnato dalla solitudine (incolmabile), dell'esistenza umana.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Non mi posso ritenere uno scrittore di professione.
Sono soltanto uno che scrive per registrare le emozioni che prova in determinate circostanze, le sensazioni che avverte in quel momento.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Si dice che siamo figli di Dio e che Questi ci ami: ho pertanto voluto provare a ricordare i fatti ed i momenti, in 84 anni di vita, in cui il Creatore mi abbia regalato un sorriso o mi abbia dato una mano....
Purtroppo siamo rimasti, costantemente, alquanto distanti l'uno dall'Altro!
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È un momento delicato: trovandomi ad un bivio privo di segnaletica, ho la stessa probabilità di imboccare la strada giusta o quella sbagliata....
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Le mie nipoti, figlie (universitarie) di mia figlia.... una generazione ben distante dalla mia: tengo per me il risultato del .......test....
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
A mio modesto avvio non si può parlare di "nuova frontiera": è un prezioso ausilio, come le protesi: in caso di necessità....
 
 

 

 

 

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Lunedì, 03 Febbraio 2020 | di @BookSprint Edizioni

1 COMMENTO

  • Link al commento Lucio Portera inviato da Lucio Portera

    Ho letto libro ed intervista: positivi. Un uomo, ormai vecchio che riconosce la validità più che mai attuale dell'assioma latino "homo homini lupus", non si pente di avere lottato per tutta la vita "contro" e pare si accinga a lasciarci con alcuni rammarichi: l'egoismo personale e di massa (popoli) sempre più imperanti in seno all'umanità; l'esigenza di un Dio che governi con equità e giustizia 12miliardidi uomini allo sbando morale (v.so vranismi, trumpismo, focalai di guerra, guerre tra poveri, Amazonia, desertificazioni,ozono, femminicidi e pure l'inverso etc.;) e l'amara constatazione dell'assenza di tale Entità; per ultimo l'amarezza di lasciare in eredità ai suoi figli soltanto l'esempio, senza un minimo apporto tangibile,... vacue idealità...che tuttavia servono per non tornare ad essere (12 miliardi di) bestie ,seppur sapienti..(,ma portatori di quali valori?).

    Domenica, 16 Febbraio 2020 08:27

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