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BookSprint Edizioni Blog

18 Gen
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Intervista all'autore - Beatrice Locatelli

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Sono nata a Bascapè, un piccolo paesino di 1700 abitanti in provincia di Pavia, disperso in mezzo ai campi di riso e di mais, lontano da tutto ma all’occorrenza vicino a città importanti, come Pavia, Milano e Lodi. Da Bascapè non ci si passa per forza, bisogna proprio arrivarci per un motivo, oltretutto con delle strade un po' brutte e strette. Ho vissuto lì per circa 25 anni e all’epoca era molto bello, perché ci si conosceva tutti. Uno dei pochi paesi con la Piazza al centro di tutto, dove si trova la chiesa di San Michele, il Municipio, il Castello, i bar e i negozi che negli anni ‘80, erano davvero tanti. Ho dei bei ricordi del mio paese natale. Alla fine degli anni ‘90 ho vissuto a Cremona, dove ho studiato Restauro di dipinti, dopo aver finito gli studi mi sono trasferita in Lomellina, dove vivo tutt’ora.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Non vorrei essere troppo di parte, ma credo che il mio libro sia perfetto per un adolescente. Leggero, scorrevole e con molte curiosità che potrebbero interessare anche ai ragazzi di una certa età. Anche se credo che la maggior parte degli adolescenti faccia fatica a leggere un libro, cartaceo soprattutto, e questo mi dispiace un po'.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Come ho appena accennato, la progressiva perdita del libro cartaceo è un dispiacere per me, ma d’altronde con le nuove tecnologie e per stare al passo con i tempi, l’eBook è entrato nelle nostre vite come lo sono entrati gli smartphone e tutti questi aggeggi che ci tengono online. Forse per i giovani d’oggi leggere un libro su un eBook è più normale di quanto lo sembri a me! Credo comunque che sia solo un passaggio obbligato e che il cartaceo non scomparirà mai, anzi, tornerà e sarà sempre più ricercato.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
Devo fare una distinzione: quello che mi succede è che la scrittura di poesie è un colpo di fulmine. Infatti quando mi salta in testa una poesia, non riesco a smettere di pensare, devo scrivere subito, in qualunque posto o situazione io mi trovo, prendo carta e penna oppure il cellulare e scrivo immediatamente le parole che ho in testa, o addirittura se sto guidando, le registro e poi a casa trascrivo. La scrittura di altro, come un libro, è un amore ponderato. Pensi e scrivi qualcosa, poi corteggi queste idee e scrivi ancora qualcosa, poi di nuovo e di nuovo, finché prende vita uno scritto importante come un racconto o un romanzo.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Credo che la cosa che mi abbia spinta di più sia stata quella di mettermi alla prova. E poi tutte quelle mie poesie e idee che avevo messo da parte negli anni, avevano diritto di essere messe in mostra, dovevo rendergli giustizia.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Il messaggio più importante è quello di essere se stessi, di non nascondersi dietro a strane maschere, di reagire in situazioni negative e pensare sempre in modo positivo, tenendo sempre conto del tempo che scorre inesorabilmente e tenendo presente che l’amore è grande e ci può sempre aiutare nella vita.
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
No, purtroppo da piccola non avevo grande passione per la scrittura. Quando avevo circa vent’anni però, ho iniziato ad avere passione per la scrittura di lettere e poesie che spedivo via posta agli amici, conservo ancora le lettere di brutta. Circa dieci anni fa, ho iniziato a collezionare libri di tutti i tipi e da lì è incominciata la mia passione per la lettura e per la scrittura.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Non proprio, ricordo solo che una sera ero a letto ed ho iniziato a scrivere delle frasi. Ho sempre pensato di provare a scrivere un libro, ma non mi ero mai messa così d’impegno, complice un po' il lavoro stressante ed il poco tempo. Comunque, quella sera, dopo aver scritto quelle frasi, ho capito che poteva essere un buon inizio per un mio libro. Con un po' di autostima e tempo libero, ce l’ho fatta.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Sì, ci ho pensato, ma non ho mai dato troppo peso a questo pensiero, perché nessuno mi aveva imposto di scrivere questo libro, perciò, se lo finivo bene, altrimenti pazienza. Però appena avevo un momento di tregua, correvo a scrivere.
 
10. Il suo autore del passato preferito?
Non ho un autore preferito, sono molti gli autori interessanti del passato, Schopenhauer, Freud, Shakespeare, solo per citarne alcuni che mi hanno interessato maggiormente, ma ogni scrittore è una grande scoperta.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Credo che l’audiolibro ai nostri giorni sia una buona invenzione. In fondo c’è moltissima gente che viaggia per lavoro e durante il viaggio, al posto di ascoltare solo musica, potrebbe anche ascoltarsi un buon libro, che rilassa e accresce la cultura personale. Se sei in auto e stai guidando, non puoi di certo leggere un libro, ma se c’è qualcuno che lo legge per te è ottimo!
 
 
 
 
 

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Sabato, 18 Gennaio 2020 | di @BookSprint Edizioni

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