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17 Dic
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Intervista all'autore - Rosa Errico

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Posso dire che scrivere ha un ruolo importante nella mia vita e assume significati di volta in volta diversi.
Fondamentalmente per me scrivere è un modo per entrare in contatto con me stessa, per capire meglio me e il mondo che mi circonda. Scrivere, infatti, mi aiuta a riflettere e a mettere in ordine pensieri ed impressioni in modo più chiaro e razionale.
La scrittura, inoltre, mi permette di addentrarmi in profondità dello spirito recondite in cui razionalità e passione convergono in un metalinguaggio nuovo.
Nel caso di questo libro la scrittura mi ha permesso di dare un libero sfogo alla fantasia con la possibilità di mostrare verità intuite senza  il bisogno della dimostrazione.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Direi che in questo libro la mia vita reale emerge solo come subconscio. La storia non parla di me se non nella misura in cui emergono immagini ed atmosfere nascoste da qualche parte infondo al mio io.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Per me scrivere quest'opera è stato un gioco. Ho immaginato di raccontare una storia alla mia bambina... ne ho scritto una che spero piaccia anche a tanti altri bimbi.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo è nato da sé, Mi ha subito convinta perché mi sembra saper dire in sintesi ciò di cui la storia tratta.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Io vorrei con me la Divina Commedia di Dante perché mi aiuterebbe a riflettere sul senso delle cose e a saper discernere l'essenziale dall'accidentale.
 
6. Ebook o cartaceo?
Certamente prediligo il cartaceo ma vedo nell'ebook un ottimo strumento per ampliare le occasioni di lettura facilitando la fruibilità dei testi.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Io non mi riconosco nella carriera di scrittore, non ne ho la pretesa, scrittore è a buon diritto Camilleri non certo io. Forse potrei essere una racconta storie... e comunque non saprei riconoscermi completamente in questi panni che indosso ora per la prima volta
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Tutto è nato per gioco, dietro la proposta di una mia amica, l'artista alla quale devo l'immagine di copertina, Mimma Ardone, che una sera mi proponeva di scrivere una storia in cui ci fossero le ombre... l'idea mi sembrò simpatica e decisi di scriverla. L'ho buttata giù in un pomeriggio estivo, in campagna, immersa tra i suoni e i colori della natura e con quella gioia interiore che sa dare la nascita di un figlio (la mia bambina era nata da pochi giorni). Mentre scrivevo immaginavo proprio la mia bambina come l'interlocutrice a cui mi rivolgevo, a lei volevo raccontare una storia che fosse anche un insegnamento per la vita. La offro ora a tutti i bambini.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È una sensazione strana e piacevole che ha dell'incredibile... e in effetti non ci credo ancora!
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Il primo è stato mio marito, lui è sempre il primo a sapere ciò che mi riguarda
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso sia stimolante, una lettura ben interpretata sa trasmettere la verità attraverso la bellezza e questo è un binomio nel quale credo molto.
 
 
 

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Martedì, 17 Dicembre 2019 | di @BookSprint Edizioni

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