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11 Nov
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Intervista all'autore - Cecilia Caiazza

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Il tutto comincia con quella “spinta” cantata da Sergio Cammariere in una sua bellissima canzone "E mi troverai"… Molto spesso è nella notte, quando tutto è silenzio e pace, muove il cuore e la memoria oranti e, incontenibile, muta le voci, i racconti, le sensazioni, le esperienze personali e altrui, in versi… Versi appuntati ora su quaderni, ora su fogli volanti bianchi, opportunamente adagiati sul comodino, pronti per ricevere “l’inchiostro…”
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Alcune poesie sono originate da esperienze personali, altre sono frutto di racconti nell’ascolto di storie di vita che hanno lasciato una traccia nella mia anima, soprattutto giovani (gli studenti incontrati negli anni di insegnamento) che con la loro freschezza, la loro semplicità, la loro carica di entusiasmo, di dubbi, domande, curiosità, difficoltà e dolori e desiderio d’infinito hanno contribuito ad ingenerare riflessione e approfondimento; altre ancora sono nate da immagini vivide di vite lacerate e visitate troppo spesso da dolenze apparentemente insanabili… Ed è qui che giunge quell’invito a non arrendersi, a non soccombere, a non inaridirsi, scoprendo in ogni «ferita una feritoia», in una gioia il motivo della lode, nel vuoto e nel non senso un varco di luce… ovunque un palpito d’amore. Un balsamo di guarigione apre una speranza nuova che fa rinascere… e la vita riparte!
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Queste poesie scritte in tempi diversi e in momenti particolari, sono rimaste chiuse in diversi files o appuntate di qua e di là su foglietti, spesso colorati… Ogni tanto lo sguardo vi si posava almeno per rassicurarmi che fossero lì. Ad un certo punto e casualmente mi sono imbattuta, in internet, nell'annuncio della casa editrice BookSprint inerente la possibilità di pubblicare poesie inedite e così mi son decisa…
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
C’è stato il travaglio iniziale soprattutto perché ci tenevo che il titolo esprimesse in qualche modo il contenuto… e mi pare che sia stato così con la scelta del titolo "Movenze dell'anima".
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Porterei la Bibbia perché da sempre è il libro che dà luce e forza alla mia vita.
 
6. Ebook o cartaceo?
Possibilmente cartaceo per non perdere la dimensione fisica del libro e la bellezza dello sfogliare le pagine, toccandole.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Tutto nasce dall'esigenza di descrivere le emozioni interiori, scrivendole appunto e soprattutto trasformandole in versi.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Ogni esperienza umana s’intreccia e si dispiega tra amore e dolore, gioia e sconforto, attesa e speranza, menzogne e verità, desiderio di dare voce a quella sofferenza nascosta, assurda, spesso segreta e/o oppressa e l’impossibilità a poterlo esprimere… Tutto rischierebbe di cedere alla distrazione, o alla perdita di sapore e di senso se non si annodasse attorno a quell'impulso forte e variegato, intenso e sorprendente che è l’Amore.
Sì, quell'Amore maiuscolo che, personalmente, trova in Dio l’essenza che dà senso… Essendo stata da esso (dall'Amore di Dio) visitata, ne ha, nondimeno trasformato la vita, fino a divenire l’ispiratore di ogni parola nata dalle movenze interiori (da qui il titolo) legate ora ad uno sguardo, ad una sensazione, a un profumo, ora ad un racconto, ad una preghiera, ad un’esperienza spirituale, ad un’immagine viva, ora a scatti di vita trasformati in versi.
Guardando il mare e il suo orizzonte infinito, la pace che ne fluisce ha consentito che il cuore e la mente fossero abitati da memorie e slanci d’amore verso una vita tanto amata quanto, in alcuni tratti, incomprensibilmente travagliata.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È un’emozione indescrivibile! Qualcosa nasce dal di dentro, dai movimenti intensi dell’anima e prende forma…è come generare.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La cara persona che ne ha scritto la Prefazione.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso sia una grande opportunità per tutti non solo per chi ha difficoltà. L’ascolto è da sempre dimensione essenziale e fondamentale per entrare in relazione con le persone e con il cosmo.
 
 
 
 
 

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