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BookSprint Edizioni Blog

04 Nov
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Intervista all'autore - Brithos

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
La mia vita è di 87 cm e vengo da Orani, un sorridente paesello sperduto tra i verdi monti barbaricini, al centro di un'isola tanto bella quanto misteriosa e antica, la Sardegna.
Quando ho deciso di diventare scrittore? Quando la mia compagna ha deciso che dovevo sedermi, scrivere ogni fantasia e smetterla di torturarla con le mie storielle.. Circa 2 anni fa.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Se c'è una cosa che ho compreso durante la stesura del mio primo romanzo è che non esiste un momento più opportuno per mettersi a scrivere. Almeno per ciò che mi riguarda, non si può mettere un orologio all'ispirazione. La mia vita è fatta di periodi. Ci son momenti in cui scrivere è l'unico mio pensiero, dall'alba al tramonto e persino a notte fonda, e ce ne sono altri dove anche solo pensare di sedermi e concentrarmi diventa una tortura. In questi periodi cammino, medito, leggo e mi alleno... Insomma, faccio inconsciamente tutto quello che mi serve per stimolare la fantasia, per riordinare le idee e rimettermi a scrivere.
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Citarne uno è davvero complicato... Non ho né un genere, né uno scrittore preferito. Quando un romanzo è bello, lo è sia che esso sia storico, fantasy, fantascientifico, giallo o d'azione, dipende dal periodo di vita che sto vivendo.
Come vidi in un film degli anni '90: "è il libro che sceglie te e non tu il libro".
Fatta questa premessa ve ne cito alcuni: Valerio Massimo Manfredi, Andrea Frediani, Ken Follet, Clive Cussler, King etc..
 
4. Perché è nata la sua opera?
Perché è nata non ve lo so dire…
Forse però so dirvi per colpa di cosa…
Forse è colpa delle sostanze, non proprio lecite, di cui ho abusato in gioventù…
Oppure è colpa di quel forte shock che ho subito ad 11 anni…
Sì, quando Miss Italia entrò in camera e mi strappò il pigiamone di Pumpy che portavo addosso…Ah no.. Quello era un sogno ricorrente…
Sicuramente è solo colpa della mia fantasia…
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Vediamo un po', vivo in un paese di diecimila anime di cui solo 2500 sono umane. Oltretutto, nel luogo meno densamente popolato di tutta Italia, circondato da irti e verdi colli dove trovi sparpagliate, offuscate dalla folta vegetazione, strutture archeologiche più antiche della stessa storia…
Chi vive dentro gli agi di una comoda città, probabilmente non potrà capire.
Ma per chi come me, con una passeggiata di mezzora ha la possibilità di trovarsi sulla cima di un colle ricco di vegetazione, magari con la schiena appoggiata sulle solide pareti di un nuraghe, in compagnia di un libro e di un panorama incantato, forse potrà capire quanto tutto, anche l'aria che respiro del contesto sociale in cui vivo, influisce nella mia formazione.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
È sia l'uno che l'altro.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto e niente.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Due persone: la mia compagna di vita (a cui devo tutto) e quella che definisco la mia guida spirituale... Un viandante, un frate girovago che se hai la fortuna di incontrare risponde a ogni tua più sincera curiosità.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Alla mia compagna di vita, a chi altro avrei potuto farlo leggere?? Giorno dopo giorno, alla nascita di ogni singola pagina lei mi era accanto, leggendo e commentando...
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Io penso di esser la persona più antica e obsoleta che conosco e, di conseguenza, adoro l'odore della carta e adoro il peso che alle mie mani porta... Ma, come la storia ci insegna, l'uomo si evolve. Dal papiro siamo passati alla carta e penso che l'ebook sia la logica evoluzione del cartaceo (sempre se dovessimo avere la possibilità di continuare ad evolverci) .
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Boh..
Alle elementari era bello farsi un viaggio in macchina con la famiglia ed ascoltare le favole in audiocassetta…
Alle elementari però...
Sinceramente, penso che la lettura sia una importante forma di meditazione e che venga troppo spesso sottovalutata.
Probabilmente, qualora il mio libro venga pubblicato anche in quella forma, non faccio il mio interesse a dirvelo, ma questo è il mio pensiero.
Comunque, sempre ammesso che troviate il mio romanzo sotto forma di audiolibro, compratelo senza troppe storie!! Tranquilli, io non mi offendo.. :)
 

 

 

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Lunedì, 04 Novembre 2019 | di @BookSprint Edizioni

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