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02 Set
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Intervista all'autore - Caterina Re

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Per me scrivere è una maniera per aprire la mia anima, per entrare in contatto con la parte più intima di me. Poter esprimere a parole le proprie emozioni, ritengo sia una grande opportunità di crescita personale. Le emozioni fluiscono attraverso la scrittura e l'anima si espande.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Questo libro raccoglie le emozioni che hanno attraversato il mio animo in un momento dedicato ad una lettura introspettiva della mia vita, a seguito di un periodo di grande dolore e difficoltà esistenziale.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere il libro ha significato il desiderio di condividere il mio animo, la mia parte più intima con tutti coloro che lo vorranno leggere. È un grande momento di apertura agli altri, un desiderio di donare la mia esperienza a coloro che ne saranno interessati.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
No, la scelta è stata semplice, quasi scontata.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Mi piacerebbe avere con me i libri di Marie Cardinal: “Le parole per dirlo”, “In altri termini”, “La chiave nella porta”, “I giovedì di Charles e Lula”. L'autrice fa un grande lavoro di introspezione che mi ha affascinato. Il suo linguaggio è sempre scorrevole, ma capace di tenerti incollata alla lettura.
 
6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo, il libro è quasi qualcosa di sacro. Tenere il libro tra le mani è una sensazione molto più appagante.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho cominciato a scrivere tra gli anni '80 e '90 come possibilità di dar corpo ad un flusso di emozioni che pervadevano il mio animo. Avevo accanto una persona che condivideva il mio stato interiore e così abbiamo composto molte poesie insieme.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea di un libro mi attirava già da tempo perché volevo rendere omaggio al mio defunto compagno che è appunto il coautore del testo. Le sue poesie rappresentano tutta la sensibilità e la forza che gli erano proprie.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È molto emozionante. Momenti sparsi di ispirazione, si riuniscono, prendendo un senso inaspettato.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Mio fratello che è da sempre il mio confidente.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Penso che in questa era dominata dalla tecnologia, l'audiolibro sia una opportunità assai valida. Dà la possibilità di rilassarsi e contemporaneamente ascoltare le parole di un libro, ovunque ci si trovi.
 
 
 
 
 

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