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27 Giu
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Intervista all'autore - Mina Raso

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nata e vivo a Taurianova. I primi otto anni di vita li ho trascorsi a Genova, da cui sono stata "sradicata" nel 1977 per essere riportata in Calabria, terra natale dei miei genitori, i quali negli anni successivi comunque si sono spostati in varie regioni d’Italia, con noi figli a seguito, per poi comunque ritornare sempre a Taurianova. Ho imparato a leggere dall'età di quattro anni sui fumetti che i miei zii lasciavano in giro e sui fotoromanzi che mia madre e mia nonna adoravano, per non parlare della mia "tata" Liliana e i suoi album di figurine. Sono sposata da 26 anni con un uomo meraviglioso e ho quattro figli, un maschio Andrea di 23 anni, e tre femmine Noemi 18, Francesca 16 e Maddalena 4. La mia famiglia è la mia vita. Lavoro nel campo del sociale e quando riesco ad aiutare qualcuno per me è come se vincessi alla lotteria. Mi fa stare bene scrivo da sempre, nel corso del tempo ho pubblicato articoli per diverse testate giornalistiche locali ma non ho mai pensato di diventare scrittrice, forse l'ho sognato... ma era appunto un sogno.
 
2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non c’è un momento preciso, è l'ispirazione che decide...quando arriva, scrivo. Ovunque sono, qualunque cosa stia facendo, scrivo. Con una famiglia numerosa e un lavoro impegnativo è difficile trovare un momento che sia sempre quello. Sogno il giorno in cui avrò tutto il tempo che voglio da dedicare alla scrittura!
 
3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Dipende... se parliamo di italiani sicuramente Pier Paolo Pasolini, e ancor prima Luigi Pirandello, Camilleri, Dacia Maraini, Alda Merini, Ungaretti, Barbara Baraldi...
Se parliamo di autori stranieri George Orwell, Stephen King, Dan Brown, Isabel Allende, Gabriel Garcia Marquez, Byron, Bronte...
Avrete capito che spazio dall'horror alle poesie, al fantasy alla saggistica... io adoro leggere!
 
4. Perché è nata la sua opera?
Per caso. Grazie a mia figlia Noemi ho scoperto wattpadd e, non avendo mai tempo, e scrivendo dove capitava e in qualsiasi momento, questa piattaforma mi ha dato modo di scrivere in maniera continuativa ovunque fossi, poi gli utenti hanno cominciato a votare e una stellina dopo l'altra... eccomi qui!
 
5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Credo che ciò che ha influito di più è stato il contesto sociale dei primi anni di vita, quelli trascorsi in Liguria. È lì che ho assorbito come una spugna l'amore per la lettura circondata da persone meravigliose, che amavano l'arte in tutte le sue forme.
 
6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambe le cose. E forse anche per accettare la realtà, cosa non sempre facile.
 
7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto. In ciò che scrivo, ci sono io... con tutte le mie difficoltà, i miei sogni, le mie delusioni, i miei limiti, le mie debolezze, le mie paure.
 
8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Sì qualcuno che non c’è più ma che per me è sempre presente, la mia amata nonna materna, quel che sono lo devo in gran parte a lei.
 
9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia figlia Noemi.
 
10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Io amo la carta stampata, l'odore polveroso dei vecchi libri e il profumo inebriante di quelli nuovi, ma riconosco che, nell'era digitale, l'e-book è una realtà che offre maggiori possibilità di amare la scrittura, soprattutto per le nuove generazioni.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Mi piace molto, credo che sia uno strumento in più per raggiungere un maggior numero di persone. D'altronde ci sono cresciuta anch'io anche se allora erano un po' diversi... erano dischi in vinile a 45 giri di favole, ricordo ancora i sette capretti o il terrificante Barbablu!
 
 
 

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