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BookSprint Edizioni Blog

20 Apr
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Intervista all'autore - Ygnotova X

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nata e cresciuta?
Sono nata e cresciuta nell'URSS, nella parte che appartiene alla Russia oggi, 400 km da Mosca verso nord-est,  in una città ufficialmente chiusa (gli stranieri non potevano venire come turisti). Sono russa di origine.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
Ad un adolescente maschio consiglierei di leggere  il romanzo di Salinger “The Catcher in the Rye”, in italiano il titolo mi sembra che sia Il giovane Holden. L’ho letto in originale, per questo mi è difficile parlare di questo libro in italiano. Comunque, secondo me il caos dovuto alla tempesta ormonale degli adolescenti, per esempio, il primo rapporto sessuale con una prostituta, incontri con vari personaggi, risse e altre avventure, la delusione e la depressione giovanile, tutto è descritto molto bene in questo romanzo. Il protagonista rifiuta il mondo della morale ipocrita degli adulti, non vuole diventare grande, attaccandosi alla sorella più piccola. Grazie a lei il protagonista abbandona l’idea di mollare tutto e fuggire da tutti quanti per cominciare una nuova vita non si sa dove. Importante per me è che il protagonista analizza ogni singola cosa, persona o avvenimento di cui viene a sapere per tutta la durata del libro, proprio per questo mi piace questo libro. 
Ma in generale consiglierei ad un adolescente dei libri che più gli addicono secondo il suo vettore, cioè che corrispondono ai suoi desideri veri.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Partendo dalla analisi vettoriale rispondo così: secondo me è innegabile che il libro cartaceo conservi un fascino particolare specialmente per il vettore anale e visivo: avere in mano qualcosa di materiale è bello da vedere. Sicuramente è molto utile per il vettore della pelle: per annotazione dei pensieri e altro. Per il vettore uditivo invece sarà preferibile eBook. Dunque, cartaceo sicuramente continuerà la sua vita, ma si stamperà meno. 

4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
É il modo di rivelare la propria personalità. Lo scrivere riveste per ogni vettore un significato diverso.  Per me personalmente non è un colpo di fulmine e neanche amore ponderato. Anzi, non sogno neanche scrivere o diventare una vera scrittrice, voglio solo contribuire alla conoscenza delle idee valide, far vedere cose nuove.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Mi sono accorta che gli italiani non sanno niente della psicoanalisi vettoriale, e secondo me è un metodo abbastanza valido per capire gli esseri sociali in generale, ed è indispensabile in tanti campi: negli asili nido, nelle scuole, dappertutto dove ci sono collettivi, a cominciare dalla famiglia che è un piccolo collettivo. Per esempio, nelle investigazioni di crimini si potrebbe indirizzare le indagini fin da subito nella direzione giusta evitando gli sprechi inutili. Prendiamo il caso dell’assassinio di Erba, con Olindo e Rosa condannati, che suscita tanto scalpore adesso. Analizzando loro, cioè i presunti assassini, dal punto di vista dei vettori diventa chiaro che non avrebbero potuto diventare assassini in nessun modo, non sono capaci e sono molto manipolabili. Oppure il caso di assassinio di Yara, il condannato Bossetti pure lui era accusato ingiustamente, secondo la psicoanalisi vettoriale è chiaro che non poteva uccidere lui. Oppure prendiamo l’assassinio feroce della ucraina di Cornuda e il presunto suicidio del suo convivente (come scrivono nei giornali). Gli avvocati deviano la pista verso la terza persona, che sarebbe ancora a piede libero, colui che ha ucciso entrambi. Gli inquirenti sono concordi che il convivente della ucraina di nome Pascal sapeva tutto degli amanti della sua donna e che loro insieme ingannavano la gente. Alla fine uno di questi allocchi, che sborsavano, avrebbe ucciso entrambi. Invece conoscendo i particolari della vita del convivente è chiaro per qualsiasi analista vettoriale che Pascal non poteva sapere degli amanti che pagavano le case, macchine e cellulari  alla ucraina, secondo l’analisi vettoriale lui si fidava ciecamente, era ingenuo e ha scoperto evidentemente solo l’ultimo giorno tutto o almeno una parte della vera vita della sua compagna, perdendo la testa.  Quindi, solo lui poteva ucciderla in quel modo brutale per poi suicidarsi, corrisponde totalmente al suo vettore principale. Il suo vettore principale ci rivela i suoi pensieri e movimenti. Mi dispiace per gli italiani che non sanno niente del metodo vettoriale. 

6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Il messaggio è semplice: essere aperti ai metodi nuovi e vari per capire il mondo, non essere chiusi alle cose mai sentite e non conosciute nel proprio habitat. Secondo me la mentalità italiana è ancora molto chiusa, io semplicemente faccio vedere il mondo da una prospettiva diversa da quella abituale per gli italiani. Quindi, in generale vorrei aprire i nuovi orizzonti al popolo italiano al quale oggi appartengo (sono cittadina italiana da circa venti anni). Almeno tentare di aprire, visto che non riesco a pubblicarmi con le case editrici grandi, che rifiutano il mio saggio.

7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
Non ci avevo mai pensato. Per me è solo un modo per comunicare con gli altri, dare le notizie alle persone che diversamente non potrebbero mai averli, visto che in Italia tante cose sono sconosciute ancora. Vivo in Italia da 25 anni e conosco ormai bene la mentalità tipica italiana. Da più di dieci anni scrivo ogni tanto, ed ho maturato l'idea di riflettere sugli argomenti dei miei libri un po’ alla volta, ogni tanto trovandomi nelle situazioni quando era chiaro che la gente attorno a me non conosce tante cose, le cose, che, devo dire, sono abbastanza conosciute e apprezzate sia nel mio paese di origine, la Russia, che in America.

8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Non ci sono episodi che ricordo con piacere, il fatto è che scrivo perché non sono soddisfatta dal fatto che gli italiani non sono curiosi anche se non sanno tante cose. Quando vedo qualcosa che posso capire in profondità grazie all’analisi vettoriale, vedendo che gli altri non lo capiscono affatto, cerco sempre di spiegare ai miei amici e conoscenti, e mi sorprende l'apatia e passività di tutti. Tante volte le mie deduzioni risultavano vere, confermate dopo. Coloro che sapevano della mia previsione dicevano che era solo coincidenza, che avevo indovinato. Purtroppo alcune volte nonostante le mie previsioni e avvertenze succedevano guai di cui avvertivo... allora, come nel medioevo, mi consideravano una strega, una che porta iella. Quindi, non ci sono momenti di piacere, collegati al mio libro, ma solo ricordi tristi.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Durante la stesura del libro avevo pensato più volte di non portarlo a termine, perché, come ho già accennato, succedevano dei guai di cui parlavo in anticipo e la colpa la davano spesso a me. Tanto che una volta ho pensato: "Ma a cosa serve dare lo strumento alla gente che crede in qualsiasi cosa, addirittura pensano che io sia una strega, ma non si fidano di una cosa valida, che possono verificare loro stessi? Non sarà meglio cancellare tutto e non pensare più a questo?" Ma alcune volte riuscivo ad aiutare le persone che si fidavano di me e questo mi dava la forza di scrivere. Sono fiduciosa che in futuro l'analisi vettoriale non verrà guardata con diffidenza. Comunque, secondo la psicoanalisi, chi trova più difficile iniziare che portare a termine è del vettore anale, chi invece come me, inizia facilmente, ma poi abbandona ugualmente facilmente, appartiene al vettore uretrale.

10. Il suo autore del passato preferito?
Autori del passato preferiti: George Orwell, Oscar Wilde, Lev Tolstoj, Franz Kafka, Edgar Poe.

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
L’audiolibro è un'ottima innovazione, l'ho usato già e ne sono rimasta contenta. Peccato che 25 anni fa non c'era l’audiolibro! Mi sarebbe servito per formare la corretta pronuncia e in generale per esercitazioni in italiano.

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