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01 Feb
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Intervista all'autore - Enrico Improta

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
È come respirare, come crescere un animale o una pianta. Emozioni che crescono, lentamente e lasciano il segno.
 
2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Quasi l'intero libro. Quando subentra la fantasia è quel mio desiderio nascosto di vedere le cose cambiate.
 
3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Dire la verità, non nascondersi dietro un sipario, parlare col prossimo guardandosi negli occhi.
 
4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Il titolo è nato con il libro, è stato come avere un tema come compito.
 
5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Il libro che vorrei o meglio i libri che vorrei sono: Una Bibbia e la liturgia delle ore (sono un diacono permanente).
 
6. Ebook o cartaceo?
Un libro per eccellenza deve essere cartaceo, ma la maggior parte dei giovani considerando l'avvento del tablet è come portarsi una biblioteca dietro e poi… è più economico. Sicuramente sarà un ebook.
 
7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ho scritto da tenera età, ho iniziato con la poesia e lentamente il desiderio di esporre curiosità, prima per qualche rivista culturale e poi nero su nero sono nati i primi saggi.
 
8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
Sono tutti legati ad esperienze vere vissute o a denunce per comportamenti che ritengo incivili nei confronti dell'umanità.
 
9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È come veder nascere un figlio, crescerlo ed accompagnarlo a scuola al primo giorno di scuola.
 
10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
La mia sposa ed una delle mie figlie.
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Sicuramente positiva per quanti non hanno la possibilità di leggere o avere tra le mani un libro.
 
 
 

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