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BookSprint Edizioni Blog

25 Mag
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Intervista all'autore - Ilaria Gagliardini

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?
Sono nata a Milano durante il periodo del boom economico, all'inizio degli anni Sessanta. Dopo pochi anni in città, la mia famiglia è tornata a vivere nel paese d'origine e sono cresciuta nei luoghi a cavallo tra due regioni affacciate sul mare Adriatico.
 
2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?
IL BARONE RAMPANTE; IL RICHIAMO DELLA FORESTA; VITA DI PI; ZANNA BIANCA; TRAINSPOTTING; CRISTIANA F E I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO; INTERVISTA CON LA STORIA; UN UOMO; INSHALLAH; FONTAMARA.
 
3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?
Credo siano due cose diverse, nel senso che non credo che il libro cartaceo stia perdendo a causa dell'eBook; ritengo che una lettura non escluda l'altra per cui il mercato dell'editoria dovrebbe prestare attenzione alla pubblicazione in entrambe le modalità per raggiungere tutto il pubblico dei lettori. Siccome si dice che il libro non appartiene a chi lo scrive, ma a chi lo legge, penso che il lettore dell'eBook sia disposto all'acquisto del cartaceo se trova una storia che lo appassiona. Così come credo che l'appassionato del cartaceo non disdegni la lettura in eBook pur di vivere l'avventura di una nuova scoperta e potendolo fare con comodità nel posto in cui si trova, che potrebbe non essere casa sua, o dove tiene la sua libreria.
 
4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?
La scrittura è un percorso (cit. Maraini) e io l'ho cominciato tanti anni fa; non credo di essere arrivata alla perfezione letteraria, però il sentiero dentro di me si è scolpito mano a mano, facendomi divertire con situazioni, personaggi, scoperte, sensazioni e parole. Le parole le nascondo sotto il lenzuolo, come si faceva nei giochi da piccoli, poi le vado a cercare a occhi chiusi per dare un corpo ai pensieri che girano nella testa e alle sensazioni che salgono dalle viscere.
 
5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
Sono partita con la descrizione di un'inquadratura cinematografica che vedevo nella mia immaginazione; erano sei gambe visualizzate dall'altezza della coscia in giù fino al piede in terra, sulla strada o sul marciapiede. Scrivendo quest'immagine ho cominciato ad avere altre visioni e poi è nata tutta la storia.
La Bottega della Franca è un luogo che c’è, perché noi lo vediamo, ma non c’è perché non esiste. È un concetto, un’idea, un’astrazione. È un nome per un posto fittizio di un luogo vero; è un’astrazione per dare l’idea di una cosa vera.
 
6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?
Parafrasando il libro direi che si possono trovare tanti messaggi da ricondurre alle proprie esperienze, proprio come è descritto per il bisogno (anche quello di lettura oppure quello specifico del lettore) che viene raccontato in queste righe:
"È un posto dove non c’è specificità di vendita, né di acquisto, un posto dove non c’è niente, ma si trova tutto quello che serve; quasi una presenza metafisica di risposta al nostro bisogno. Nel senso che, se non abbiamo un bisogno, non troviamo niente da acquistare. Se abbiamo un bisogno, ma non lo riconosciamo, nella Bottega della Franca troviamo ciò che serve a soddisfare un bisogno che neppure riconoscevamo di avere."
 
7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?
La scrittura è diventata un'esigenza verso i vent'anni, quando ho capito che era giusto imparare a divulgare il proprio pensiero se si vuole una corretta informazione. All'inizio è stato principalmente un discorso dedicato al giornalismo (che ho studiato), poi è diventato personale.
 
8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?
Mi è piaciuto dare un taglio alla scrittura con un'impronta da visione cinematografica, come se il lettore dovesse trovarsi di fronte alle scene di tanti corti che si susseguono tra le pagine; questo mi ha divertito molto.
 
9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?
Credo di non averlo finito neppure adesso ...
 
10. Il suo autore del passato preferito?
FALLACI; PIRANDELLO; LUDLUM; LONDON; CALVINO; SILONE;
 
11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Credo sia una modalità divulgativa molto interessante, soprattutto per la possibilità di raggiungere un maggior numero di ascoltatori, che diventeranno anche futuri lettori. Non vi nascondo di preferire la radio rispetto alla televisione e a tutti i mezzi che diffondono immagini, perché riesce a catturare meglio l'attenzione e a concentrarla sui contenuti invece che sulle apparenze.
 

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Venerdì, 25 Maggio 2018 | di @BookSprint Edizioni

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