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BookSprint Edizioni Blog

13 Mar
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Intervista all'autore - Marcello Gioia

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato in un paesino, Montelepre, situato sulle montagne attorno a Palermo. Era il 1943 e Palermo veniva pesantemente bombardata dagli Americani, quindi la mia famiglia si spostò in un posto più al riparo. Poi questo paese divenne famoso perché era il paese natale di Salvatore Giuliano. Sono rimasto orfano di padre a tre anni e sono stato cresciuto con un'educazione molto rigida da un suo fratello avvocato in Palermo.
Ho fatto le elementari con una maestra privata, poi alle medie andai dai padri gesuiti e dal ginnasio al liceo nella migliore scuola pubblica di Palermo. Dopo essermi iscritto a Legge dopo tre mesi cambiai idea e mi iscrissi a Medicina. Ho giocato a calcio sin dalla sua fondazione nella famosa Bacigalupo di Marcello Dell'Utri. Scoprii la mia passione per la scrittura quando i padri gesuiti misero in palio un pallone da calcio per chi avesse scritto il miglior tema sulla Compagnia di Gesù. Io che di studiare non avevo nessuna voglia, per vincere quel pallone scrissi il miglior tema di tutta la scuola.

 

2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Vivendo in campagna sono due gli orari che mi invitano a scrivere o la mattina presto o la sera all'imbrunire.


 

3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Calvino, Marquez e di Camilleri un solo libro "Il birraio di Preston".


 

4. Perché è nata la sua opera?
Dopo avere partecipato ad un corso di scrittura alla Feltrinelli, mi resi conto che di tutti quelli che frequentavano quel corso, il racconto di fine corso più apprezzato fu il mio. Particolarmente mi colpì il commento di un altro partecipante al corso: "Mentre tu leggevi il tuo racconto io vedevo come in un film i personaggi ed i luoghi che tu descrivevi."


 

5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Molto. Io amo ed odio la mia terra ma la odio solo perché non sono riuscito a distaccarmene. Molti dei personaggi del libro sono realmente esistiti e nella vita di alcuni di essi vi è un pezzo della mia vita.


 

6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Scrivere è un modo di raccontare la realtà del momento in cui si scrive condendola con i propri sogni.


 

7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Moltissimo, ci sono io, c'è mia madre, mio padre ci sono alcuni miei amori ,ci sono personaggi conosciuti personalmente ed altri da racconti di mia madre.


 

8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
La mia insegnante della Feltrinelli.


 

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Ad una mia nipote


 

10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Non ho esperienza


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Per dieci anni ho fatto 70 Km per andare in Clinica e 70 per tornare in campagna per cinque giorni la settimana. La mia salvezza sono stati gli audiolibri.


 

 

 

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Martedì, 13 Marzo 2018 | di @BookSprint Edizioni

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