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BookSprint Edizioni Blog

28 Feb
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Intervista all'autore - Vincenzo Lazzaroni

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Sono nato a Perugia, ma fin dall'età di due anni, vivo a Foligno.
Non credo di essere uno scrittore, pur se ho sempre amato scrivere.
Diciamo che la voglia di provare a scrivere un libro me la sono tolta solo in tarda età.

 

2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Ho iniziato a scrivere prevalentemente di notte, con il silenzio della casa che mi consentiva una maggior concentrazione.


 

3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Il mio autore preferito è Andrea Camilleri. Nei suoi racconti, sempre appassionanti, riesce, tra l'altro, in modo leggero e spassoso, a trattare argomenti sociali e politici di grande interesse.


 

4. Perché è nata la sua opera?
Perché, dopo aver tentato varie volte senza mai andare in fondo, alla fine mi sono convinto che, pur raccontando storie di vita vissuta, avevo qualcosa da dire.


 

5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Ovviamente molto. Fin da piccolo sono stato educato alla lettura che in famiglia era una costante per entrambi i miei genitori. Il primo libro che ho letto, all'età di sette anni, è stato "I ragazzi della Via Pàl".


 

6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Per me è stato un modo per raccontare la realtà. Inserire i fatti nel contesto sociale e politico in cui si sono verificati e cercare di trasmettere dei messaggi.


 

7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
Tutto. É autobiografico.


 

8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
La figura di mio padre è stata determinante. In effetti molto del libro è anche un ricordo della sua vita e dei suoi insegnamenti, quand'anche io avessi avuto con lui un rapporto molto conflittuale.


 

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
A mia figlia, la quale, pur coinvolta nei fatti raccontati, mi ha spronato a continuare, finire e, se possibile, a pubblicare il libro.


 

10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
La mia età è legata al cartaceo. Preferisco tenere in mano un libro, sfogliarlo, segnarmi i punti più significativi. Mi rendo conto, comunque, che l'eBook ha una sua utilità, ma non potrà mai sostituire il piacere di avere il testo sempre a portata di mano.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Non posso che essere a favore. Tra l'altro l'audiolibro consente la conoscenza di un testo a persone che hanno difficoltà visive o problematiche legate alla dislessia.


 

 

 

 

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Mercoledì, 28 Febbraio 2018 | di @BookSprint Edizioni

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