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BookSprint Edizioni Blog

24 Feb
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Intervista all'autore - Sara Vincenti

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere è un modo per scappare dalla realtà ma anche per raccontare della realtà stessa, scrivendo si può raccontare di cose irraggiungibili, di magia e soprattutto di sogni. Ci sono cose, momenti vissuti da persone, amori proibiti e provati, dolori che devono essere raccontati e, quale miglior modo di un libro?! Io scrivendo mi sento leggera, diversa, ogni volta che prendo carta e penna è come se tutto intorno a me scomparisse, resto solo io con la mia fantasia; è un emozione unica e magica.


 

2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Assolutamente nulla, non ho voluto parlare di me nel libro o della mia vita, tutto è diverso dalla mia vita, partendo dal carattere della protagonista “Elizabeth” lei dolce, sensibile, gentile, io l'opposto. Ogni cosa è inventata partendo dai fatti accaduti al carattere di ogni personaggio.


 

3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
È significato intraprendere finalmente il sogno di una vita, sin da bambina amavo scrivere e iniziare finalmente a farlo è stato davvero molto importante per me. È la prima opera, quindi la più importante e la più vissuta, dalla prima all'ultima parola. In ognuna ci ho messa amore e passione.


 

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Sinceramente non è stata per nulla semplice, ero con mia cugina l'abbiamo scelto insieme il titolo; eravamo molto combattute se scriverlo in inglese o in italiano ma alla fine abbiamo scelto per l'inglese, dava molto di più.


 

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Di libri ne vorrei diversi ma tutti dello stesso scrittore quindi meglio lo scrittore in persona. Adoro Nicholas Sparks, dal canto mio il migliore in assoluto, uno dei più bravi nel parlare dell'amore, del dolore, delle paure, ogni argomento per lui è facilissimo da trascrivere “O almeno così lo fa sembrare”. Adoro tutti i suoi libri, ognuno diverso dall'altro ma tutti capaci di lasciare la stessa emozione nel leggerli.


 

6. Ebook o cartaceo?
Cartaceo, centomila volte cartaceo. L'emozione che si prova nell'avere un libro tra le mani, nello sfogliarlo pagina per pagina, nel sentirne il profumo è unica. Leggo molto anche in EBook, ma preferisco sempre il cartaceo.


 

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Ripeto, il sogno c’è sempre stato ma mai pensavo di arrivare a tanto; non credevo di vedere il mio sogno realizzarsi davanti ai miei occhi. Ho deciso di scrivere perché nel farlo mi sentivo bene, libera, leggera e soprattutto perché leggendo ciò che scrivevo mi piaceva e questa cosa mi ha portato a farlo sempre di più. Bisogna inseguire i propri sogni perché non possiamo mai sapere cosa accadrà nella nostra vita.


 

8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L'idea è nata così all'improvviso, ero con mia cugina e le dissi che avevo intenzione di scrivere un libro, lei subito iniziò ad incoraggiarmi dicendomi che se desideravo farlo dovevo farlo! E così inizia questa avventura. Ricordo che una sera mi misi a letto pensando al libro, a quello che dovevo far succedere nel capitolo prossimo e mi addormentai con quel pensiero, mi sveglia nel cuore della notte con le parole che mi ronzavano nella mente, presi carta e penna e iniziai a scrivere il capitolo successivo, ammetto che mi capita spesso di svegliarmi la notte con nuove idee per la testa.


 

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
Prima di tutto si prova una grande soddisfazione, perché vedere il sogno di tutta una vita realizzarsi è un emozione inspiegabile che auguro a tutti gli scrittori. Quando ho preso il mio libro tra le mani, quando l'ho sfogliato e quando ho letto riga per riga avevo il cuore che mi batteva a mille, non riusciva a calmarsi e non era l'unico con esso le gambe e le mani oltre a tremare sudavano in modo vergognoso. È stato un momento indimenticabile e non per sembrare ripetitiva ma magico, davvero molto magico.


 

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Ovviamente la mamma, chi se non la donna che mi ha messo al mondo?! Ha letto capitolo per capitolo e se lei non mi dava l'ok per il capitolo successivo io non andavo avanti. È stata la mia prima lettrice ed anche la prima consigliera. La migliore in assoluto.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
È una bella idea, ci sono persone che amano sentire degli audiolibri durante la guida. Io personalmente preferisco leggere di mio un libro, non tutti lo leggiamo nello stesso modo o con le stesse emozioni. Ma è un semplice parere.

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Sabato, 24 Febbraio 2018 | di @BookSprint Edizioni

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