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24 Gen
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Intervista all'autore - Caterina Cutrullà

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?
Io sono di origine calabrese, nata a Tropea, ho vissuto per più anni in diverse città italiane quali Perugia e Bologna. Ho sempre amato la letteratura e l'arte alle scuole superiori e amavo leggere sin da piccola, già all'età di 8 anni mia madre mi chiese mentre eravamo ad una fiera "cosa vuoi che ti compro?" E io risposi "un libro". Leggere è un modo per conoscere altre epoche, altri mondi, altre realtà diverse dalla nostra. Il mio primo romanzo l'ho scritto all'età di 17 anni


 


2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?
Non ho un momento preciso cui dedico alla scrittura, perché non è il mio lavoro primario, io lavoro attualmente in piscina sono insegnante di nuoto, acqua gym, hidrobyke. Scrivo quando ho l'ispirazione e ho tempo, se inizio a scrivere un romanzo mi immergo in quel mondo che sto creando ed è come se la stessi vivendo io in quel momento quella fantasia o quella realtà che racconto. Inizio la mia storia e sono assorta fin che non la finisco ogni momento della giornata penso a come continuare il racconto, e prendo appunti o scrivo interi capitoli. Mi piace scrivere storie avventurose, di amore, il tutto sempre con un ombra di suspance che non si sa mai come va a finire.


 

3. Il suo autore contemporaneo preferito?
Tanti scrittori mi piacciono, ma quelli che più amo sono Wilbour Smith, Ken Follet e Nicholas Sparks. I loro romanzi più belli sono Monsone, I pilastri della terra, e Le pagine della nostra vita.


 

4. Perché è nata la sua opera?
Ho letto su Facebook una pubblicità, partecipa al concorso nazionale "io scrittore" bisognava scrivere un romanzo in un tot di tempo e io ho scritto questo “Da qui l'eternità”. Non ho vinto il concorso nazionale ma eravamo troppi scrittori emergenti. Solo 10 libri venivano pubblicati su forse 2000 romanzi, comunque sono felicissima perché sono riuscita ugualmente a pubblicare il mio libro.


 

5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?
Mi ricordo che quando ero piccola mio padre mi aiutava a fare i temi assegnati a casa, lui era molto bravo a leggere e ad esprimersi , mi aiutava a scrivere cose importanti che tenevano presente la realtà quotidiana degli avvenimenti che succedevano nel mondo, potevano essere storie di politica, di violenza, di natura, qualsiasi argomento che la traccia del tema voleva affrontare lui me la descriveva in tutti i suoi aspetti e poi mi diceva "tu cosa ne pensi ? Quali sono le tue considerazioni su questo argomento?" Io parlavo, spiegavo cosa ne pensavo e lui diceva "bene, scrivi". Avrei voluto laurearmi in lettere: era la mia materia preferita; mi ero anche iscritta all'università di Messina, ma lavoravo in palestra, avevo due bimbi piccoli e quasi tutte le materie erano a frequenza obbligatoria quindi non sono riuscita, poi ho optato per l’accademia di belle arti che era la mia seconda materia preferita.


 

6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?
Entrambe le cose, si descrive un mondo in cui si vorrebbe essere o vivere come quel protagonista e si racconta di esperienze che si conoscono o perché si sono vissute in prima persona o perché qualcuno te le ha raccontate come esperienze che ha vissuto lui stesso.


 

7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?
I pensieri le considerazioni che i protagonisti fanno sono tutte mie, vorrei che in amore ci fosse lealtà, fiducia, le basi su cui si può costruire un amore vero e duraturo. Vorrei far capire al lettore che anche se il dio denaro, potere, ambizione e divertimento sono gli unici criteri su cui il mondo si basa per vivere e ricercare la sua felicità in realtà non sono le uniche cose che rendono felici. Prima di queste viene la spiritualità dell'uomo, l'essere in pace con sé stesso, aver un buon rapporto con Dio, non sentirsi con la coscienza sporca per qualcosa che ha fatto, essere pronto a difendere e a tener cura dell'ambiente in cui vive, che gli dà la salute e la vita, ad amare il prossimo e ad essere disposto a fare del bene per gli altri. In questo modo si avranno amici che ti vogliono bene, una famiglia che ti ama ed è presente in tutti i momenti belli e brutti della tua vita, dopo queste cose si possono aggiungere i soldi, un buon lavoro ecc. per essere felici.


 

8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?
Mio cognato Davide: gli avevo promesso che avrei scritto questo libro, e difatti l' ho dedicato a lui.


 

9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?
Alla mia migliore amica Cristina e a mia madre.


 

10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?
Si, credo di si… è comodo, non occupa molto spazio, puoi scaricarti tutti i libri che vuoi e li paghi molto meno della forma cartacea, anche se personalmente io preferisco il libro con le sue pagine , il suo odore di carta, l'averlo sul comodino del letto come un amico fedele che è lì a farti vivere nuove emozioni ogni volta che lo prendi per leggere anche solo poche pagine.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Una bella invenzione, per chi come me ama leggere e magari non riesce più perché non ha tempo o perché non vede più molto bene e fa fatica a leggere, ora con l'audiolibro lo può ascoltare.


 

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