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22 Gen
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Intervista all'autore - Otan Ernabrù

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?
Scrivere, per me, è un'espressione ! Un modo per condividere pensieri ed emozioni. Una forma d'arte. Le emozioni che provo scrivendo sono difficili da esternare... scrivendo ho modo di lasciare un segno indelebile nella mia esistenza.

Scrivere è un po' come dipingere o comporre musica... bisogna trovare un equilibrio tra dettaglio e sistemi, tra emozioni e narrazione, tra chi scrive e chi legge ! Sembra facile, ma io ho impiegato parecchio tempo per trovare un "filo" che mi piacesse !
La cosa strana è che alle superiori avevo 3 in italiano! Chi l'avrebbe mai detto che da un' istituto tecnico ne uscisse un libro con tematiche umanistiche?!

 

2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?
Molto, anzi direi quasi tutto! Non è una fiction o un romanzo... direi più un resoconto.

Data la delicatezza dell'argomento i nomi sono di fantasia, ma solo quelli... tutto il resto è vero al 100%.
Non è stata una scelta facile, ma alla fine la decisione è stata unanime: o raccontiamo la realtà dei fatti oppure meglio non scrivere niente.
È ovvio che ci potranno essere critiche o giudizi non proprio lusinghieri... ma poco importa: right or wrong this is my life!

 

3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.
Scrivere quest'opera ha permesso di condividere, oltre ad un pensiero che è diventato poi parte reale della nostra vita, anche, in tempo reale, le emozioni provate.


Sensazioni che ho cristallizzato, nell'attimo immediatamente successivo a quello che ci ha visto viverle... scrivendo giorno dopo giorno. Quando la memoria dei momenti vissuti era ancora vivida in noi. Quando emozioni e sensazioni erano forti !

 

4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?
Tutto sommato direi abbastanza semplice. Ho proposta ad Alessia il titolo ed è stato subito un “sì”...

Siamo persone molto unite, affiatate, allineate nei pensieri e nel modo di interpretare la vita. Decise!

 

5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?
Uno solo? Ne porterei molti ! Da quelli scientifici: fisica, matematica, tecnica a qualche romanzo di John Grisham.  Ma non sarebbe una scelta fondamentale...  Leggo qualsiasi cosa mi capiti a tiro... anche le etichette dell'acqua minerale ! Leggere è alimentare il cervello... la conoscenza è a 360°... non ci sono argomenti che non possano essere approfonditi!


 

6. E-book o cartaceo?
Per tradizione generazionale, non essendo più giovanissimo, direi cartaceo. Tuttavia mi rendo conto che l' E-book rappresenta il futuro; per comodità di lettura e per la quantità di titoli a disposizione in un solo device. È anche una questione logistica... centinaia di titoli in poco spazio, sempre con te, a costi decisamente più bassi della carta stampata. Poi c'è anche una questione ecologista... meno carta... meno alberi abbattuti!


 

7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?
Quando? Credo nel momento esatto in cui ho iniziato a scrivere i miei racconti "just in time "... quelli che poi hanno costituito la spina dorsale del libro. Perché? Non lo so esattamente... di sicuro sono stato stimolato da Alessia, mia moglie, protagonista del libro.


 

8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?
L' idea, come dicevo, è nata dagli stimoli di Alessia. Fu una sera, mentre leggeva uno dei miei racconti, il giorno dopo averlo vissuto, che mi disse: "È bellissimo! Mi sembra di rivivere quei momenti... perché non scrivi un libro?"


Tutto è nato da lì... ho continuato a scrivere i racconti cercando poi un filo logico per unirli, un pensiero, il mio, difficile da spiegare ma che alla fine trova una sua ragion d'essere nel libro.

 

9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?
È una sensazione bellissima... all'inizio è un sogno... poi giorno dopo giorno diventa realtà... è un figlio... che cresce all'interno dello scrittore, in una sorta di gestazione... poi viene alla luce... ed ha bisogno di cure amorevoli... una volta nato bisogna farlo crescere !

Tanto impegno, intere notti passate a correggere o a riscrivere intere pagine del libro.

 

10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?
Un amico, collega di lavoro, persona molto competente e preparata. Il suo feed back non è stato dei più incoraggianti. ma ho apprezzato comunque la sua schiettezza.


 

11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?
Devo essere sincero, non conosco l' audio libro... non ho mai fruito un libro con questo sistema... ma mi sono ripromesso di testarne le potenzialità quanto prima.


 

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