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27 Dic
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Intervista all'autore - Alessia Ceccoli

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

La mia vita è stata, è e sarà sempre il dono più grande che ho ricevuto dai miei genitori. Un treno sul quale nessuno chiede di salire, ma che è in grado di portarci in posti meravigliosi. Anche quando pensiamo che scendere sarebbe l'unica soluzione, o quando tutto ci fa credere che non vale più la pena di viaggiare con lui. La realtà ci pone davanti a innumerevoli scelte da fare, decisioni da prendere o porte da chiudere, ma quello che fa di ognuno di noi un essere unico e inimitabile è il senso che diamo a quel "Viaggio". L'amore, la gioia, la sofferenza… sono tutte facce diverse di quell'immenso Amore chiamato Vita. Scrivere è stato sempre il "mio" modo di dare forma alle emozioni, cercando di comunicarle così come le vedo e le sento. Ma la cosa che amo ancora di più è condividere, perché attraverso l'espressione di ciò che siamo possiamo arricchirci di ciò che potremmo diventare. Scrivo da sempre, da quando ho iniziato con quel diario chiuso con il lucchetto che desideravo tanto avere da piccola. Ho iniziato così: partendo da semplici frasi che il tempo ha trasformato in pensieri più elaborati. Con il tempo mi sono accorta che scrivere non è solo un'esigenza ma anche un modo per elaborare sentimenti, amori, mancanze e delusioni. Diventare scrittore... non so se la gente potrà mai considerarmi all'altezza di questo termine ma la cosa di cui sono certa è che con questo libro sono riuscita a realizzare un grande sogno: condividere un'esperienza. Se questo farà di me una scrittrice (e soprattutto una brava scrittrice) lo dovranno dire le persone che decideranno di dedicarmi un po’ del loro tempo.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Soprattutto la mattina all'alba, ma non è una regola fissa. Giro sempre con un taccuino e una penna nella borsa perché a volte basta una canzone, un gesto di mio figlio, uno sguardo di un passante o una parola detta da chi ami, per dare forma ai miei pensieri e trasformarli in parole.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Ce ne sono molti sia italiani che stranieri, appartenenti a generi diversi tra loro ma c'è un'autrice, in particolare, che prediligo: Sveva Casati Modignani. In particolare due dei suoi libri li amo profondamente: “Vaniglia e cioccolato” e “Il vicolo della Duchesca”. Anche se trovo riduttivo parlare solo di lei. Mi piacerebbe poter dire una cosa a tutti gli autori di bei libri che ho letto e che mi hanno lasciato una traccia indelebile nel cuore, ma sono veramente tanti.



4. Perché è nata la sua opera?

La mia opera è nata per soddisfare un'esigenza. Dovevo riuscire a trovare una chiave di "rilettura" di un'esperienza che per me ha rappresentato un profondo cambiamento di vita e che non riuscivo ad elaborare nella maniera corretta. Il fatto che a distanza di anni non riuscissi ad alleggerire un peso che mi opprimeva così pesantemente mi ha convinta a provare con la scrittura. Così ho iniziato il mio racconto e la cosa veramente incredibile è stata che più andavo avanti e più sentivo che la debolezza e il buio che avevo dentro piano piano diventavano "gestibili", "meno dolorosi" da rivivere. Scrivere mi ha aiutata a dare la giusta misura alle emozioni, al dolore e alla speranza lasciando libera la Volontà di "rialzarsi". Ho trovato il "mio modo" di elaborare un grande dolore con la convinzione che potrebbe essere un messaggio per chi, come me, vive la stessa difficoltà La condivisione di un'esperienza.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Moltissimo. Devo moltissimo ai miei genitori. E' grazie e loro che ho maturato la passione per lo studio, per la ricerca delle risposte che spesso ci poniamo insegnandomi che nulla è mai così banale e scontato. La vita, poi, ha fatto il resto.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Sicuramente un modo per raccontare la realtà che ha valore solo se fatto attraverso i sentimenti.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Tutto. Sia in forma autobiografica sia in senso figurato.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Si. Mio padre.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

La prima a leggerlo è stata mia madre.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’ebook?

Penso che sia prematuro dirlo. Credo che stia diventando un importantissimo veicolo di lettura anche se gli affezionati alla vecchia e cara carta rimangono in molti. Di fatto la cosa più importane è leggere, qualsiasi sia il mezzo per farlo.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

E' meraviglioso! Un modo che permette a chiunque di viaggiare nella lettura. Mi riferisco , soprattutto, a quelle persone che a causa di disabilità o problematiche di varia natura sarebbero costrette a rinunciare a quello che a me piace definire "un diritto di tutti".



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