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03 Nov
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Intervista all'autore - Giuseppe Stagnitto

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Fin quando avevo 16 anni volevo fare il bidello. Questo mio sogno si realizza nel 2002 quando mi hanno chiamato a Venezia per una supplenza di un anno. Sono nato a Riesi in provincia di Caltanissetta. Sono una persona normale, poco intelligente, con pochissima cultura in materia di scrittore. La cosa che mi vanto di avere è di essere molto credente in Dio, e voglio fare di tutto per compiacerlo. Questo mio desiderio ha segnato la mia vita. Infatti, dopo aver letto la Bibbia due volte ho capito cosa chiedere a Dio. Vedendo le cose come andavano e che tutti in Italia si lamentavano, per molti anni ho pregato Dio dicendogli di mandare persone in Italia con la mente illuminata dalla sua sapienza e di avere tutte le soluzioni per risolvere tutti i problemi che ci sono in Italia. Io non voglio vantarmi di essere quella persona ma se tenete conto che nel 2006 a Venezia mi succede una cosa molto strana e che li in avanti ho scritto 24 romanzi nell'arco di 7 anni non è normale per uno che ha la 3 media serale e che non capisce niente di letteratura e non ha mai letto un libro in vita mia. Vi voglio dire di più ho in mente già altri 54 romanzi di scrivere; trascrivo solo quello che la mente mi suggerisce. Ma se avrò l'occasione di parlare davanti a un pubblico dirò altre cose che non dico in questa intervista.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non lo so perché dentro di me c'è una grande forza che mi fa scrivere. Tenete conto che è da un anno che non scrivo non perché non ho l'ispirazione, ma perché a me secca scrivere.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Non c'è ne sono, per il solo fatto che non ho mai letto un libro in vita mia e per il solo fatto che mi viene nausea a leggere. Io non ci capisco niente di cosa mi stia succedendo.



4. Perché è nata la sua opera?

Ripeto, non lo so, mi vengono da soli in mente, titolo e storia e io copio quello che la mente mi suggerisce. Sono sicuro che è un dono di Dio e dovunque lui mi porti io sono pronto a fare la sua volontà anche a rischio della vita.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Il fatto di vedere tante persone soffrire perché sento un grande desiderio di volerle aiutare. Non a caso ho tante idee di come migliorare la vita a tutti gli italiani che dirò al momento opportuno. Per esempio ho in mente un’idea di come togliere il debito pubblico, dall'oggi al domani. Se vedete la copertina del mio libro c'è raffigurata l'immagine di un 10 centesimi che daranno inizio a tante soluzione. Io mi chiedo: “Come mai i politici non hanno le mie idee, che potrebbero risolvere tutti i problemi che abbiamo in Italia?” Io penso che Dio non illumini le loro menti. Voglio solo avere la possibilità di parlare a tutti gli italiani e vi spiegherò nel dettaglio le mie idee.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Io penso che pubblicare un libro permette di inviare e il messaggio in tutto il mondo. Quindi associo alla scrittura un enorme potere per divulgare i pensieri e le idee.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Nei miei romanzi uso sembra il nome mio, o dei miei figli, o dei miei famigliari. E molto spesso mi immedesimo per il solo fatto che ho tanto a cuore la sorte dell’Italia e degli italiani. Infatti nel libro il protagonista piange pensando all’ipotesi di dover fallire ed è quello che succede a me. Piango quando vedo persone che soffrono.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Associo tutto a DIO per il solo fatto che lui ci ama tanto, e malgrado noi pecchiamo in continuazione, DIO è sempre disponibile ad aiutarci.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

A un mio avvocato di fiducia, in quanto per i nomi che faccio di Renzi, Alfano, Berlusconi, e Mattarella volevo sapere se andavo incontro a querele.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Spero di no.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Ognuno è libero di leggere come preferisce.

 


 

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