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BookSprint Edizioni Blog

24 Ott
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Intervista all'autore - Antonella Altamura

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nata a Napoli, ho vissuto in un paese di provincia per circa 5 anni, poi dopo aver trovato una casa mi sono trasferita coi miei genitori a Nocera Inferiore. Successivamente, all'età di 11 anni sono tornata con loro e con mio fratello a vivere nella mia vecchia cittadina, dove vivo tutt'ora.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Ognuno ha i suoi gusti e i suoi generi preferiti, naturalmente ce ne sono di tipi diversi per persone di ogni età, per questo se bisognasse scendere nello specifico, prima di nominare un titolo mi accerterei degli argomenti e delle cose che piacciono a quel determinato ragazzo.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Ritengo che ci siano sia fattori positivi che negativi. È molto più comodo poter leggere in formato interattivo sotto vari punti di vista, tra cui il trasporto o anche la cura dell'ambiente (in questo caso l'abbattimento degli alberi), ma io sarò sempre a favore dei libri di carta, con i quali sono cresciuta, anche perché per me l'emozione di acquistare un libro che desidero da tanto e sentire l'odore delle pagine nuove o anche solo toccare la carta o sottolineare una frase che mi piace è una sensazione unica.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Dipende da scrittore a scrittore, per me assolutamente un colpo di fulmine. C'è chi usa la scrittura per lavoro e magari dopo un po' si annoia anche, e chi invece scrive al solo scopo di divertirsi, per passione.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Sarò onesta, quando mi venne l'idea di scrivere “Hyrio” mi trovavo in camera mia e stavo guardando un film. Cominciai a fantasticare e mi ritrovai nella mente una storia completamente diversa che pensai non fosse affatto male, così decisi di scriverla sotto forma di libro sul PC e in seguito volli farla diventare "reale" per così dire.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

In tre parole: non mollare mai. Entrambi i protagonisti della vicenda hanno avuto un passato abbastanza duro, ma sono riusciti a proseguire nonostante tutto, anche potendo contare l'uno sull'altro, quindi perché no? Il messaggio potrebbe anche essere inteso come un semplice "l'unione fa la forza".



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

A me piace scrivere, mi è sempre piaciuto inventare storie o ascoltare quelle degli altri per poi inventarne una tutta mia. Me la sono sempre cavata anche a scuola coi temi dove dovevo essere io a creare da zero piuttosto che con quelli dove bisognava dare un'opinione propria su un determinato argomento. È una passione coltivata col tempo certo, ma che ha le sue radici nella mia infanzia.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Semplicemente la scelta dei nomi dei due protagonisti. Ricordo che chiesi consiglio ai miei compagni, cercammo su internet trovando i nomi più strani e cercando anche di inventarne qualcuno di nostro, non raggiungemmo nessun risultato in quel modo, ma sento che facendo così il nostro legame si è rinforzato e ci siamo divertiti un sacco. Dopotutto scrivere serve a sorridere no?



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Certamente, molte volte anche. Mi sono trovata molto spesso con dei buchi nella storia che non riuscivo a colmare, o semplicemente non riuscivo ad andare avanti, per tempo o per mancanza di ispirazione. Nonostante tutto, però, alla fine sono riuscita a continuarlo e ora sono molto felice di averlo portato a termine.



10. Il suo autore del passato preferito?

È colei che attualmente posso definire la mia scrittrice preferita, la grande giallista Agatha Christie. Adoro il suo stile di scrittura, il modo in cui sottolineava i dettagli e in cui riportava su carta i pensieri del detective protagonista mi facevano e mi fanno tutt'ora immedesimare nella storia come se ci fossi all'interno.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Lo ritengo un sistema di "lettura" molto simpatico, che in un certo senso potrebbe raggiungere molte più persone di adesso, anche se non ne so molto a riguardo mi sembra una cosa positiva.

 


 

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