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04 Set
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Intervista all'autore - Gigica Vladut Prisecaru

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Molto importante è il fatto di essere coscienti che non è l'autore a fare il romanzo, ma è il romanzo a fare l'autore. A tutti, almeno una volta nella vita, capita di avere una voglia incontenibile di scrivere, esprimere un qualcosa degno di rimanere conservato su un foglio di carta lasciato ad ingiallire, sulle pagine di un diario dimenticato in qualche cassetto, nella memoria di un PC in compagnia di innumerevoli inutili file, qualcosa a cui si possa tornare prima o poi, una frase, un pensiero, un emozione, una poesia, un racconto, un saggio, un romanzo. Per me è questo la scrittura: idee, pensieri, parole, che fuoriescono dalla punta di una penna, e messi insieme su un pezzo di carta danno luogo a un qualcosa di meraviglioso. La scrittura non impone limiti di fantasia e di espressione, ed questo che più mi affascina.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Nella stesura di questo romanzo ho voluto affrontare, tra un tocco di magia e altro, un contesto adatto ad un pubblico giovane. È comune tutt'ora la tematica del sentirsi esclusi per via dell'aspetto fisico, quindi sarà di facile riconoscimento e potrebbe portare i giovani lettori alla riflessione. Io stesso l'ho vissuto in prima persona: provenendo da una regione diversa dall'Italia, Romania, vista la fama che precede il mio paese natale, molti mi hanno reso la vita difficile, tentando di ostacolarmi. Che si tratti di atti di bullismo, di razzismo, di religione, ecc... Non bisogna mai abbattersi e credere in sé stessi.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Penso che mi sia costato fatica e sudore, ma veder prendere corpo la propria creazione è questa la soddisfazione più grande. Il mio desiderio più grande è sempre stato che gli altri potessero leggere ciò che era venuto fuori di pugno mio.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Una volta delineato il corso della storia del libro, il titolo è venuto fuori facilmente, calzando a pennello l'intera vicenda di questa saga. "Metamorphosis" vuol dire "cambiamento", e il riferimento non è solo rivolto al fatto che la maschera cambi esteticamente l'aspetto della giovane ragazza. Il cambiamento è inteso sotto varie forme e aspetti, ma soprattutto un fattore interiore, psicologico...



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Il mio percorso da lettore è cominciato nel 2009 con la lettura della famosissima “Twilight” Saga di Stephanie Mayer. È stata la sua grinta, la sua fantasia trasportati nei romanzi a darmi la carica e la voglia di leggere e scrivere. Se dovessi essere su un isola deserta penso che mi farebbe piacere immergersi mentalmente nella lettura di un libro come Twilight, per staccarmi dalla realtà .



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo. Non c'è risposta più ovvia. Nulla può essere messo a paragone con il libro cartaceo, acero tra le mani, sfogliarlo, annusarne l'odore... Da lettore ho provato anche a usare l'E-book ma non è la stessa cosa. Potrei acconsentire soltanto per un fattore naturale, per via degli alberi abbattuti per la realizzazione Delle dei libri.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Mi è sempre piaciuto scrivere. Sin da piccoli tenevo diari segreti. Questa passione, nel corso degli anni, l'ho conservata, maturando il linguaggio espressivo e grammaticale. Leggete, questo è il consiglio che posso darvi. Leggere fa sempre bene e ci aiuta ad ampliare la mente e il proprio linguaggio.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Era appena novembre del 2013. Io e i miei amici decidemmo di andare a cena fuori. Finito di mangiare usciamo fuori dal locale. Non faceva ancora abbastanza freddo per indossare un maglione, ma quella sera l'aria era frizzante mentre il sole calava all'orizzonte. Una brezza leggere portava con sé uno strano odore, quasi pungente, di legna umida. Quando il vento aumentò d'intensità, uno stormo di uccelli neri si levarono in volo dalle cime degli alberi per solare come una nube tempestiva il cielo di un azzurro pallido. Mi schermato gli occhi con la mano per osservarlo e quando alla fine abbassato lo sguardo, vidi una ragazza con indosso una maschera nera. Fu allora che mi vennero le idee sul libro. Avevo pensato: "Ma se quella maschera avesse un potere!", "Ma guarda quella ragazza... Chissà come sarà il suo aspetto sotto quella maschera...", ecc...



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È una sensazione fantastica, quasi di forza fisica. Finalmente dopo tanto tempo di scrittura, vedere un risultato simile nella mia vita penso che mi abbia dato ancora più coraggio e fiducia in me stesso. Basta credere in sé stessi se vogliamo che i nostri sogni e desideri diventino realtà. A tal proposito consiglio vivamente la lettura di un bellissimo libro: "Il Segreto di Byrne Rhonda".



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

La lettura completa del libro non è stata data a nessuno. Alcuni amici come Gabriele Cavagnino e Irina-Alexandra Gidiuta è toccato qualche anteprima di alcune parti. Ma sono sicuro attendano con ansia la pubblicazione ufficiale del libro.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso possa essere di grande aiuto per le persone con difficoltà nella lettura, nonché per i non vedenti.

 



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