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07 Ago
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Intervista all'autore - Mariagrazia Albis

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Mi chiamo Mariagrazia Albis, abito a Rapolla un piccolo paese della Basilicata, come lavoro scrivo per delle testate giornalistiche locali mentre nel tempo libero mi dedico alla pallavolo e alla mia più grande passione che è la scrittura. Ho deciso di diventare scrittrice sin da bambina quando all'età di undici anni ho vinto il mio primo concorso interregionale indetto dalla Gazzetta del Mezzogiorno con un racconto horror intitolato "Il mio alter ego" che è inserito anche nel libro "Le marionette della mente" e da quel momento la mia vena di scrittrice ha preso il sopravvento.



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Mi dedico alla lettura e alla scrittura principalmente la sera quando la mia mente si libera di tutti gli affanni e i pensieri giornalieri e diventa preda di personaggi da me inventati che prendono forma e si muovono nei meandri della mia psiche assumendo sempre più tratti reali e ottenendo una propria identità.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Il mio autore contemporaneo preferito è di sicuro Stephen King dal quale, insieme ad un altro scrittore non contemporaneo come Edgar Allan Poe, ho da sempre preso ispirazione nella creazione dei miei racconti che sono principalmente di stile horror psicologico.



4. Perché è nata la sua opera?

La mia opera è frutto di un lavoro iniziato quando ero bambina e portato termine qualche anno fa in un momento mio di salute precaria come valvola di sfogo da quella condizione. Tutte le mie ansie e le mie angosce di ragazza che ha perso il suo papà in tenera età e successivamente di donna adulta che deve affrontare costantemente le problematiche della vita, si riversano nei miei manoscritti ed è così che il mio animo trova sollievo.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Più che il contesto sociale ha influito nella mia formazione letterario il mio contesto familiare nel quale si è data sempre molta importanza alla scrittura. Mio padre dedicava la maggior parte del suo tempo libero alla lettura e si dilettava a scrivere poesie e dei versi da lui nominati "versacci". Mia madre è una maestra di Scuole Elementari in pensione che per quarant'anni ha insegnato a moltissimi alunni a leggere e scrivere.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Per me scrivere è senza dubbio un'evasione dalla realtà e un rifugio in mondi nuovi che prendono vita dalla mia penna ma anche una caduta in eventi inventati che delle volte per la loro essenza cruenta e intensità mi destabilizzano



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

In ogni racconto che fa parte della mia opera "Le marionette della mente" c'è sicuramente una parte di me o qualcosa che mi rappresenta. Tutto ciò che proviene dalla mia mente prende linfa vitale dal mio animo per poi modellarsi autonomamente.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Mi sono sempre sentita vicino il ricordo dell'amore e dell'affetto di mio padre. È per lui che mi sono impegnata a fondo nella stesura di questa opera.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Mia madre ha letto per prima il mio libro e si è più volte commossa.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Io credo che in una società che procede sempre di più verso la tecnologia e quindi verso la lettura di e-book, questa nuova modalità prenderà si sicuro il sopravvento negli anni a venire. Ma personalmente penso che per far fantasticare la mente ci vorranno sempre i libri con i quali il profumo della carta e la luce fioca di una lampada fanno trasformare una piccola stanzetta in mondi incredibili fatti di avventure e sogni che diventano realtà. Io stessa non potrei mai scrivere senza un foglio e una penna per poi ricopiare successivamente al computer.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Io penso che sia una forma futura e alternativa di letteratura che potrà aiutare tutti coloro i quali hanno difficoltà a leggere.


 

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