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BookSprint Edizioni Blog

30 Giu
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Intervista all'autore - Giuseppe Fina

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato in una tra le più belle isole del mondo il cui nome è conosciuto in tutti gli emisferi come Sicilia. Avevo circa due anni quando mio padre lasciò Castelbuono, mio paese natale posto ai piedi delle Madonie. Con 4 biglietti un treno da prendere, e in mano un paio di valigie di cartone piena di speranza, quella mattina attraversammo il mare. Mia madre i miei fratelli ed io non avevamo idea di quanto grande potesse essere il mondo, magari lo ignoriamo perfino adesso; ma comunque il treno quel giorno si fermò, ed eccoci adesso più toscani di un toscano, con l'amore per questa terra che generosa ci ha dato un tetto un piatto e soddisfazioni. Oggi vivo col cuore diviso a metà, tra le vecchie e le nuove generazioni, ma sicuro non tradirò mai questa terra, che adesso sento mia al 100% e che mi ha dato più di quanto potessi chiedere.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Leggere non deve essere come salire su una montagna, ogni età ha bisogno dei suoi tempi. Non penso ci sia un libro ben definito, può essere di avventura, fantascienza, storia, di eroi; perché non risulti noiosa e pesante la lettura ha bisogno di un solo consiglio, leggere quello che più ci incuriosisce, ciò che ci affascina, ciò che rispecchia la nostra natura. Non stanchiamoci mai di scegliere, e se inciampiamo nel dubbio, subito alla ricerca del prossimo. Prima che un libro noioso, molto meglio un bellissimo fumetto, e su questo non mi trovano impreparato: "Topolino, sicuro!" (amo Paperino).



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Gli e-book sono il futuro e come tale non li si può far arretrare, tanto più che per una volta si fa bene al nostro bellissimo pianeta. Sono una risorsa, e a differenza del cartaceo riescono ad arrivare in una frazione di secondo dove prima sembrava impensabile. È una frontiera sempre in evoluzione, sicuramente più redditizia del vecchio metodo; ma gli e-book hanno pure un limite, una cosa che al momento non possono ancora fare: è dare quella sensazione al tatto ogni qual volta giriamo pagina, e elemento imprescindibili al quale nessun lettore degno di questo nome, saprebbe rinunciare, quel suo personale profumo di carta stampata.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

La scrittura è quella parte muta, ma non per questo meno rumorosa, che a nessuno piace sentire quando risulta sconveniente la sua presenza. In Amore è pure quella che lancia più in alto al cielo a brillare le nostre passioni, i nostri sentimenti. Racconta di noi delle nostre emozioni, le nostre paure. Nei suoi spazi non vi è posto per la timidezza, i suoi inchiostri sono ambasciatori di sogni e speranze. La scrittura è un test, è mutare noi stessi, essere uno nessuno centomila, raccontarsi, è poetare, cantare, visionare, danzare, ritmare, flirtare, adescare, lanciare richiami profumati a chi ha indosso le vesti dell'amore. La scrittura, è musica, genio, rinascita. Come si può... chiedere cosa si prova? La scrittura è passione, giustizia, colpo di fulmine, segreto; per il poeta altra soddisfazione non c'è, se non dare corpo a quelle parole, a rendere vive quelle frasi, come mai nessuno è riuscito a fare. La scrittura è espressione, gioia, dolore, Inferno, amore e Paradiso. Ma dovessi racchiudere tutto questo in una sola parola, la chiamerei: "Libertà!"



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Devo tutto a quei quattro balordi che puntuali come la luna, tutte le notti ubriachi fradici, sembravano pagati per non farmi chiudere occhio. Appena scoccava la mezzanotte dal Bar di fronte a casa mia, cominciavano a gridare e bussare tamburi, il concerto andava avanti per alcune ore, dopo di che passavano ai fatti: dal lancio dei bicchieri e bottiglie a quello dei petardi e tavolini... Adesso mi verrebbe da ridere pensando a quei matti, ma sfido chiunque a non farsi venire gli incubi dopo mesi di notti insonne dovendo alzarsi alle quattro della mattina per andare al lavoro. Chi poteva immaginare che un brutto sogno, potesse trasformarsi in un racconto a righe.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Vorrei che il lettore vivesse in prima persona la fiaba, vorrei spingerlo a chiedersi chi siamo veramente, perché siamo stati scelti. Nel romanzo vi sono tante risposte, toccherà a noi decifrarle, carpirne le verità; sicuri che niente di ciò che troveremo sulla nostra strada sarà data dal caso...



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

La scrittura è sempre stata una mia passione, purtroppo non si ha sempre il tempo dalla nostra. Sono costretto per portare avanti i miei progetti a rubarne alcune fette al mio riposo serale. Scrivere è una passione che mi accompagna già da bambino, ricordo ancora quando in quarta elementare, mi dilettavo a scrivere battute comiche sulle figure di un libro, seguirono poi la costruzione di fumetti completi su: Zorro, l'Uomo Ragno, Spazio 1999 Superman, o serie tv, risalendo la china, cominciai a mettere l'Amore e la passione in ogni mio scritto, fino a giungere all'oggi. Peccato scoprire solo adesso cosa avrei voluto fare da grande, pensavo di essermi realizzato come Comico demenziale, ma forse il mio sogno era scrivere sceneggiature per il Cinema.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Da non credere, ogni volta che dovevo correggere il testo, e mi trovavo in due punti particolari, mi emozionavo in una maniera tale che mi diventava impossibile proseguire, non riuscivo a leggere, gli occhiali mi si appannavano, e le lacrime scendevano a rotta di collo che sembrano pagate; chissà se farà lo stesso effetto pure agl'altri lettori?



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Ogni volta che chiudo la pagina, puntuale come un orologio, mi vien voglia di non farne di niente, ho sempre questa paura fissa che mi perseguita: non è che il racconto mi si chiuda addosso?



10. Il suo autore del passato preferito?

Potrei dire… forse Anna Frank, “Il diario di Anna Frank” ma non c’è uno scrittore in particolare che amo di più, perché ripeto, l’importante è leggere qualcosa che ti lasci un messaggio. Vedi Edoardo de Filippo: Totò, “La livella”. Ognuno di noi ha qualcosa da imparare e non sempre il nostro prossimo per quanto saggio risulta essere uno scrittore. Amo comunque i poeti: Ungaretti, Pascoli, ma per favore non chiedetemi di ripetere le loro poesie perché la mia memoria, fa acqua da tutte le parti…



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

L'Audiolibro lo vedo come qualcosa di veramente geniale, penso a quelle persone che non leggono più bene, o chi non ha mai imparato, immagino gruppi di anziani o bambini, radunati in cerchio ad ascoltare una favola una poesia, o anche un racconto più impegnativo. Questo non deve però influire sul fatto che altri possano continuare a leggere in piena libertà, da soli, senza nessuno che ti parli alle orecchie.

 

 

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Lunedì, 03 Luglio 2017 | di @BookSprint Edizioni

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