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BookSprint Edizioni Blog

06 Mag
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Intervista all'autore - Franco Zinetti

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato in un paesino della Ciociaria, però dopo qualche mese i miei genitori si sono trasferiti a Roma dove vissi fino all'età di 19 anni per poi iniziare la carriera militare nella Polizia di Stato. Diciamo quindi che la mia crescita si è svolta, a causa del servizio che dovevo svolgere, in molte città italiane, tanto da considerarmi ormai cittadino dell'Italia intera. Oggi vivo a Cassino e da pensionato mi dedico principalmente alla lettura di testi storici e biografici.



2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Senza ombra di dubbio "Cuore" di De Amicis per via del suo alto senso educativo. In esso vi si narrano storie di coraggio, bontà, altruismo, rispetto e solidarietà, valori che purtroppo oggi tendono a scomparire. Inoltre di London "Zanna Bianca" per il suo protagonista che mi ha fatto conoscere un po’ le tante virtù di quegli animali. E per finire di Stevenson "L'isola del tesoro" per chi ama le avventure.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Non sono del tutto convinto della perdita del libro cartaceo a favore dell'e-book, in quanto io preferisco la vecchia maniera di piegare come segnalibro, l'orlo della pagina dove ero rimasto a leggere, cosa che con l'e-book non mi è permesso fare. Inoltre credo che con esso, il lettore sia più disponibile a farsi distrarre dall'ambiente esterno e perdere così il filo della trama.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Per me è stato un colpo di fulmine che mi ha permesso di stilare questo racconto, in 15 giorni. Non so se ci saranno altri temporali dalle mie parti. Quindi possiamo affermare che il mio è stato solo una saetta temporanea. Piuttosto penso che invece è la lettura e non la scrittura quell'amore ponderato che lei dice, perché ho sempre letto libri di ogni genere e volume costantemente aiutato dalla mia personale biblioteca di cui ne sono molto orgoglioso e che cominciai a costruirmi sin dall'età di 20 anni.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Ho pensato che ormai ognuno vuole scrivere qualcosa e perché no anch'io. Così mi sono buttato nella mischia.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Il mio è solo un racconto da leggere per passare qualche ora. Non ha la pretesa di sputare sentenze o fare sproloqui moralistici. Se vogliamo proprio dare un senso allo scritto, possiamo dire che è qualcosa per ricordare all'eventuale lettore, che esiste nonostante tutto, una propria coscienza nascosta nel più remoto angolo della nostra anima. Ecco se la lettura di questo romanzo avrà risvegliato in noi la consapevolezza dell'esistenza della coscienza, il suo scopo sarà stato raggiunto e ognuno potrà trarne la moralità che più gli aggrada.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Nel ripetermi, preferisco leggere più di scrivere. Per una sorta di trauma avuto alle elementari durante il tema in classe, dove io credevo di aver fatto un bellissimo tema, invece la maestra immancabilmente mi infliggeva un 3 o al massimo un 4 di voto sul lavoro svolto procurando in me uno sconcerto che ancora oggi ricordo. Se aveva ragione lei o io i posteri lo diranno in avvenire.(scherzo).



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Una volta lessi su una rivista scientifica, che nel momento della nostra morte al momento del trapasso, il nostro cervello era in grado di ripassare come in un brevissimo film, tutta la nostra vita prima di spegnersi in breve tempo. È la cosa che accade al protagonista del mio romanzo e del suo ritorno di coscienza che lo torturerà fino alla fine.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Continuamente. Però ripetendomi, il libro è nato in 15 giorni sfruttando una vena misteriosa di fantasia e di idee che mi sono venute in un lampo e della sua trama così originale non avendo al momento letto nulla di simile.



10. Il suo autore del passato preferito?

Senza dubbio Oscar Wilde con il suo "Ritratto di Dorian Gray" che è stato il mio primo libro letto ma che successivamente imparai ad apprezzare per i suoi aneddoti e citazioni che rispecchiavano un po’ il mio pensiero. Non altrettanto apprezzamento per la sua condotta morale sicuramente discutibile e censurabile. Cioè l'uomo molto diverso dai suoi scritti, ma questa è un'altra storia.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non ho molta fiducia nell'audiolibro per esperienza diretta. Mi trovavo in auto sull'autostrada del sole. Blocco stradale per via di un incidente. Fila interminabile, gente che sbuffava ed imprecava. Stavo ascoltando la Divina Commedia su di un compact disk e mi resi conto che l'ambiente circostante non si addiceva molto alla poesia del divino. Come sempre è l'ambiente circostante che ci influenza. Ero ad un bivio, ho accettare la situazione offendendo la memoria dell'Alighieri o passare alla lettura cartacea nel mio ambiente più tranquillo e ristretto. Indovinate voi cosa ho scelto!

 


 

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Sabato, 06 Maggio 2017 | di @BookSprint Edizioni

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