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07 Nov
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Intervista all'autore - Antonio Cilia

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere è sicuramente un modo per guardarsi dentro; può essere (a volte) rivelazione dell’anima.



2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Questo libro nasce da uno scatto d’orgoglio per non volere rassegnarsi alla devastante temperie in atto, che una nazione libera e civile non dovrebbe mai conoscere: sentirsi, da uomini liberi, traditi, umiliati, ingannati ed offesi da parte di chi, in politica, ha creduto sul serio di non avere mai avuto alcun vincolo di mandato elettivo.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Scrivere si è rivelato essere un esercizio di stoicismo critico da una parte, ed insieme impegno morale, puro (quasi) spirito di servizio e volontà di riscatto.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

La scelta del titolo , visto l’argomento trattato, è avvenuta in modo quasi immediato e naturale.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Francamente non saprei, la scelta, se esclusiva, mi rende perplesso e mi imbarazza; esistono tanti scrittori che sento a me vicini. Fra i tanti, sicuramente “Il Tempo in posa” di G. Bufalino, edito da Sellerio, per essere un libro non solo siciliano.



6. E-book o cartaceo?

Trovo entrambi i formati validi; riterrei che si completino a vicenda.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Non ho intrapreso alcuna carriera di scrittore; avendo trattato un argomento di estrema attualità, spinto dalla voglia di capire, ho semplicemente provato, con sorpresa ed orgoglio insieme , a rendere pubblico il mio scritto.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Atteso che si tratta di un saggio, riprendo a dire che l’idea, se così si può dire in questo caso, nasce da un “bisogno” che è quello di sottrarsi alla capitolazione della dignità offesa , cercando di reagire, capire e tentare di parlare alle coscienze sopite, per ridestarle dal torpore e dall’abulia. Aneddoti ? Non ce ne sono; basti il fatto di dovere oggi indebitarsi per pagare tasse e servizi dai costi assurdi ed una classe politica , assolutamente colpevole, che rimane quasi indifferente.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Mi sfugge il dato emotivo, dal momento che mi sono accorto solo alla fine, dopo mesi, che gli appunti trascritti in maniera non proprio finalizzata , potevano servire per la stesura di un manoscritto completo ed organico.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

La prima persona che ha letto il testo è stata una cara amica, alla quale avevo dato una copia “grezza” ma quasi completa. Mi ha incoraggiato, avendolo letto, a farlo pubblicare. La chicca è che lo lesse sapendolo attribuito ad altro autore , di mia fantasia, e lo definì molto interessante! Alla fine appena le spiegai la sostanza delle cose, non riusciva a crederci.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

È un approdo interessante, che educa alla lettura ed alla scrittura di un testo. Tecnologie a parte, credo sia importante che prevalga però una formazione di base, molte volte assente, nonostante la padronanza disinvolta dei mezzi strumentali e perfino ,a volte ,di una lingua straniera (capita anche che si richieda l’inglese a chi debba svolgere mansioni non proprio rilevanti). Occorre, a mio avviso, attribuire la giusta importanza ai vari ambiti di attività, per valorizzare al meglio le famose risorse umane.

 

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