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04 Giu
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Intervista all'autore - Giulia Portolan

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Vengo da Pordenone e ho cominciato a scrivere dopo aver comprato il mio primo libro di Terry Brooks. "Il magico regno di Landover". All'inizio a me non piaceva molto leggere perché come molti della mia generazione sono appassionata di videogames ma quel libro mi ha aperto gli occhi già dall'inizio: "Offresi regno in vendita" è questo ciò che è capitato al protagonista della storia e più la leggevo più mi sarebbe piaciuto essere io il protagonista di quelle avventure. Così senza accorgermi mi sono trovata a scrivere le mie storie durante le ricreazione a scuola. Diventare uno scrittore non è stata una mia scelta ma una necessità di rendere i miei sogni "reali".




2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Alcune volte mi capita di scrivere prima di andare a letto. Io la chiamo fase pre-sogno. Inizio a scrivere la storia fino a quando non mi perdo o non so più cosa scrivere allora mi addormento sapendo che sognerò quella storia così da capire come andare avanti è per questo che di solito non so mai come andrà a finire, perché sogno la mia storia di volta in volta.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Ovviamente Terry Brooks! Ma mi piace molto anche Licia Troisi, Lisa Jane Smith, Cassanda Clare e poi anche Ian Fleming che grazie a 007 è sempre un classico. E Bram Stroker e M. Shelly che per me non possono mancare in una libreria così come J. Austen. Diciamo che mi piacciono i fantasy! Mi piacciono quelle storie dove i protagonisti devono attraversare dure prove per arrivare a ottenere ciò di cui hanno bisogno.



4. Perché è nata la sua opera?

Mi trovavo a scuola durante la ricreazione e, a un certo punto, ho iniziato a scrivere. Mentre scrivevo sono stata talmente rapita dalla storia che ho continuato a scrivere. Se qualcuno mi facesse questa domanda risponderei così: amo il mondo che ho creato e avevo bisogno di poterlo rivedere ogni volta che leggevo le righe da me scritte. Perché si fanno le foto? Per lo stesso motivo io ho scritto la mia storia.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Direi nulla. Sono l'unica che a casa ha la sua biblioteca personale che cresce di almeno 10/20 libri all'anno. A dir la verità devo ringraziare un venditore appassionato di una libreria se ho continuato a leggere dopo il primo libro. Mi ha invogliato così tanto che ora non potrei immaginarmi la mia vita senza i libri! In verità io credo che un libro sia come un profumo: devi provarlo per capire quale sia la tua essenza giusta. Non puoi leggere un libro solo perché lo scrittore è famoso, devi leggere un libro perché vuoi sapere cosa si nasconde dietro la copertina tra quegli strati di carta scritta perché la trama ti ha intrigato così tanto che vuoi sapere… come le note dei profumi ti danno quell'emozione speciale che ti obbliga ad acquistarlo.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Sicuramente un’evasione! Scrivere mi dà possibilità di entrare in mondi che altrimenti mi rimarrebbero preclusi o accessibili solo nei sogni. Io scrivo per non dimenticare i luoghi "che visito ad occhi chiusi" (quando dormo). Se non scrivessi di quei posti la monotonia della mia vita me li farebbe dimenticare e ci sono cose che non voglio dimenticare. Scrivere per me è come tenere un diario di bordo.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

TUTTO! È il mio mondo! Sam, Callagan, Emi, Atrosh e tutti gli altri sono una parte di me. per questo all'inizio sono stata un po’ titubante all'idea di pubblicarlo. Loro sono una mia creazione e dentro di me ho il terrore che qualcuno mi dica che è orrendo o che mi faccia delle critiche siano anche costruttive. Per me Callagan è il cavaliere coraggioso leale e affidabile, Sam è il briccone il tipo di ragazzo che non sai mai se sta facendo sul serio con un fascino misterioso, Emi è una ragazza spensierata con la testa tra le nuvole e dai sani principi, Atrosh anche se è un personaggio marginale per me è sempre stato come il maestro Yoda.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

No, se escludiamo film, libri o videogames.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Più che leggere lo raccontavo a spezzoni a una mia compagnia di classe quando mi chiedeva cosa stessi facendo. Ricordo che quando glielo raccontai la prima volta pensò che fosse un film tanto ero eccitata nel raccontarglielo!(fortuna che sono passati tanti anni da allora perché non so davvero cosa penserebbe vedendo quei fogli scritti a penna diventare un libro).



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Spero di no! Io adoro il classico vecchio libro! Da quello vecchio che sa di antico a quello nuovo appena uscito. Secondo me il primo approccio che si ha con un libro avviene proprio nel tenerlo in mano: Nel girarlo e rigirarlo leggendo la trama e cercando dalla copertina di capire se sarà o meno un libro emozionante. Tuttavia devo ammettere che per tante persone è più comodo prendere il tablet inserirci dentro un centinaio di libri senza dover per forza portarsi dietro qualcosa di ingombrante e voluminoso.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non è una novità ricordo che quando ero piccola i miei genitori mi compravano le favole su musicassetta. Erano carine perché oltre a sentire le voci dei protagonisti sentivo anche i rumori come l'acqua che scroscia, gli uccellini che cinguettano...io credo che vadano bene per i bambini che non sanno ancora leggere. Secondo me nulla è meglio di un libro in carta stampata!

 

 

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Sabato, 04 Giugno 2016 | di @BookSprint Edizioni

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