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23 Mar
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Intervista all'autore - Michela Mura

1. Ci parli un po' di Lei, della Sua vita. Da dove viene? Come e quando ha deciso di diventare scrittore?

Sono una ex insegnante in pensione. Vivo a Sesto Fiorentino ed ho 76 anni. Sono nata a Orune (Nu), la mia famiglia si è trasferita a Pattada quando avevo 7 anni, e a 18 anni a Prato, dove ho lavorato in varie aziende pratesi. All'età di 25 anni ho ripreso gli studi interrotti col il trasferimento in Toscana. Mi sono diplomata a 28 anni all'Istituto Tecnico Ginori Conti di Firenze. Mi sono iscritta alla Facoltà di Scienze Naturali. Ho insegnato in varie scuole medie di Firenze e in provincia. Ho sposato Paolo e dopo la perdita di un bambino al quinto mese di gravidanza abbiamo deciso di adottare una bambina colombiana di 7 anni. Ci ha dato molte soddisfazioni. Si è laureata a 23 all'Accademia delle Belle Arti a Firenze con un punteggio di 108. La cosa più bella è stata la nascita di Diego e di Matilde che ci hanno portato tanta gioia e felicità, aiutandoci a superare le inevitabili amarezze della vita.

 



2. Nell’arco della giornata qual è il momento che dedica alla scrittura?

Non c'è un momento particolare, dipende dal mio umore e dalle cose che accadono nel mondo, da cui traggo ispirazione per le mie poesie, la sera o al mattino presto.



3. Il suo autore contemporaneo preferito?

Oriana Fallaci, per la sua grande intelligenza e per la sua forza di volontà.



4. Perché è nata la sua opera?

Volevo fermare sulla carta i miei stati d'animo di dolore e sconforto dopo aver lasciato la Sardegna e non aver trovato subito un posto in collegio per continuare i miei studi.



5. Quanto ha influito nella sua formazione letteraria il contesto sociale nel quale vive o ha vissuto?

Molto, sono stata a contatto con persone grandiose che hanno saputo apprezzare le mie capacità aiutandomi a migliorare e tirar fuori il meglio di me.



6. Scrivere è una evasione dalla realtà o un modo per raccontare la realtà?

Un modo di raccontare la realtà.



7. Quanto di lei c’è in ciò che ha scritto?

Quasi tutto.



8. C’è qualcuno che si è rilevato fondamentale per la stesura della sua opera?

Il racconto di mia madre, che mi ha raccontato la storia dei miei nonni. Il libro incomincia con la storia di Celestina, che scappa di casa per sposare Antonio, contro la volontà degli zii, Mauro e Birbu, che l'hanno cresciuta dopo la morte prematura dei suoi genitori. Volevo dare il titolo di "Generazioni". Ho deciso per "La forza delle donne" perché con forza e coraggio hanno saputo reagire e superare le tante avversità della vita.



9. A chi ha fatto leggere per primo il romanzo?

Alla BookSprint. Per puro caso ho visto su internet la foto del mio libro di poesie, pubblicato dall'editore Gabrieli di Roma nel 1972, in vendita in una libreria di Bologna. C'era la foto di Vito Pacelli, ho inviato il mio libro che avevo già impaginato e stampato una copia. Per avere un giudizio di ciò che avevo scritto. In brevissimo tempo ho ricevuto la copia omaggio del libro e la proposta di pubblicazione, che ho accettato molto volentieri.



10. Secondo lei il futuro della scrittura è l’e-book?

Secondo me si, perché è comodo e alla portata di più lettori.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

È una cosa che ho già sperimentato con un libro delle mie poesie "Non solo Pitture" che l'attore Alessandro Alimenti si è prestato molto gentilmente a leggere. Ho realizzato un video con le foto di alcuni miei quadri presenti nel piccolo volume che avevo realizzato per omaggiare i miei 7 figliocci che avevo tenuto a battesimo, insieme a mio fratello quando ero ancora molto giovane, in occasione della mostra personale di pittura dal titolo "Non Solo Pitture" in quanto avevo presentato un libro di racconti dal titolo "Zio Antonio" e "Presta L'anima per far Nascere un Bambino".





 

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