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02 Dic
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Intervista all'autore - Alessia Biagioni

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere è dare voce ai propri sogni, viaggiare in un mondo dove tutto può accadere, vivere nei panni dei personaggi, sentirli dentro e provare le loro stesse emozioni. Quando scrivo mi sento come Mary Poppins quando, con lo spazzacamino, salta nel dipinto ed inizia a volteggiare tra gli alberi disegnati ad acquarello. Scrivere è questo. Rendere reale l’immaginario.




2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Credo che in ogni libro ci sia un qualche tratto distintivo dell’autore. Una sfumatura, anche se pur piccola è inevitabile quando chi scrive si lascia circondare dai personaggi e vive con essi. A me è successo questo. Alcune emozioni e sensazioni fanno parte di me, perché è da me che provengono.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Ancora non mi rendo conto di ciò che sono riuscita a creare. Devo essere sincera. Ma ogni volta che mi mettevo davanti al pc e le dita picchiettavano sui tasti e le parole prendevano forma nello schermo, passava tutto, le brutte giornate, le preoccupazioni e a volte le lacrime. Tutto si dipingeva di rosa ed il sorriso tornava sulle labbra. Non ho mai smesso di vivere il racconto. A volte mi isolavo e la mente iniziava a viaggiare.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

La scelta del titolo è arrivata quasi subito. Ho iniziato a scrivere pensando che prima o poi una parola o frase avrebbe catturato la mia attenzione. Il titolo che ho scelto in se per se può sembrare sciocco e privo di significato, ma il suo “perché” lo si capisce alla fine del libro. È una cosa accaduta realmente e per me importante.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Parlando ipoteticamente credo che porterei un libro della Ward o della Adrian. Perché? Semplicemente perché adoro il loro modo di descrivere tutto nei minimi dettagli, ma soprattutto il loro modo di avvolgere il lettore come in una specie di coperta.



6. E-book o cartaceo?

Decisamente cartaceo. La sensazione che provo nello sfogliare le pagine di un libro e avere la storia tra le mani non è minimamente paragonabile a leggerle attraverso un vetro. Anche se l'e-book è un modo più veloce ed immediato per avere un libero io preferisco entrare nelle librerie, passarci ore per poi scegliere il romanzo che voglio.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

È nato tutto per gioco. Un giorno ho iniziato a scrivere alcune righe ed il giorno dopo sono diventate una pagina. Lo lasciavo e lo riprendevo quando avevo tempo e voglia. Dato che il pc lo avevo solo nel mio negozio, il libro veniva scritto a scappa tempo.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

L’idea di questo libro è nato tutto da un sogno. Una notte ho sognato quello che nel libro è diventato il prologo. Da lì si sono aperte le porte che mi hanno condotto fino alla pubblicazione. Una serie di coincidenze devo dire.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

Come ho detto prima ancora non mi rendo conto di ciò che è successo. L’aver spedito il romanzo a quattro case editrici ed essere stato accettato da tre di esse mi ha spiazzato. Ho fatto tutto con molta leggerezza e tranquillità. Forse è per questo che non mi sembra vero ancora.



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Per intero solamente una mia amica. A pezzi alcune persone molto importanti per me, persone di cui mi fido, accanite lettrici che ogni volta facevo sempre le solite domande “che ne dici?” “prende?” “si capisce?” ho stressato un po’ tutti a turno.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Non mi sono mai interessata all’argomento devo essere sincera. Credo sia un po’ come tornare bambini quando nel lettone con le coperte sotto il mento sentivi la voce di mamma e papà che leggevano la favola della buonanotte. Credo sia uno strumento valido per diffondere la lettura anche a chi non può o non ha tempo per leggere.



 

 

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Mercoledì, 02 Dicembre 2015 | di @BookSprint Edizioni

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