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14 Set
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Intervista all'autore - Marco Pistoresi

1. Che cos’è per Lei scrivere, quali emozioni prova?

Scrivere per ognuno di noi deve diventare consapevolmente l’utilizzo del nostro quinto arto o sesto senso del nostro corpo. Tramite la scrittura io posso comunicare le mie sensazioni, anche quelle più trasgressive e nascoste nel mio inconscio. Credo che ognuno di noi dovrebbe risvegliare questo sesto senso per esprimere completamente la propria personalità. Chiunque può scrivere, chiunque deve scrivere è un diritto e un dovere per se stessi e per gli altri.




2. Quanto della sua vita reale è presente in questo libro?

Il libro è nato in una notte dopo quell’ episodio che descrivo nell’ultima parte del libro, intorno a quell’avvenimento descritto in 20 pagine si è sviluppato tutti il libro di 650 pagine.



3. Riassuma in poche parole cosa ha significato per Lei scrivere quest’opera.

Principalmente è uno sfogo necessario per me, non riuscivo più a tenermi dentro fatti incomprensibili avvenutomi, scelta difficile e sofferta , perché mi sono auto immolato al linciaggio popolare, dato lo scetticismo in materia e l’impopolarità degli argomenti trattati.



4. La scelta del titolo è stata semplice o ha combattuto con se stesso per deciderlo tra varie alternative?

Il titolo del libro è stato cambiato più volte, dato che è molto difficile fotografare e sintetizzare in una frase un lavoro di mesi.



5. In un’ipotetica isola deserta, quale libro vorrebbe con sé? O quale scrittore? Perché?

Siddharta di H. Hesse, rappresenta completamente la mia esistenza e l’aspirazione di raggiungere quello al quale mi sono molto avvicinato, ma non ho ancora raggiunto.



6. E-book o cartaceo?

Cartaceo senza dubbio, anche solo per il fascino delle pagine sfogliate, di sottolineare parti che ci hanno coinvolto particolarmente, ma purtroppo la società tecnologica insieme ai suoi grandi aspetti positivi ha indotto un gruppo di persone ad avere dei ritmi di vita, talmente stressanti che non permettono di andare in libreria, comprare e leggere un libro, allora non resta che ritagliarsi brevissimi margini di tempo per se stessi e anche la lettura , per cui l’e-book soddisfa questa stato di essere della loro esistenza.



7. Quando e perché ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore?

Chiunque può scrivere, chiunque deve scrivere è un diritto e un dovere per se stessi e per gli altri. La scrittura, spesso è un quinto arto e un senso nascosto, spesso trascurato e atrofizzato, che non aspetta altro di essere risvegliato. Certamente ogni persona deve aver chiari i motivi, gli stimoli e gli obbiettivi della sua espressione letteraria, ovvero decidere se si scrive per diletto, come semplice ma meravigliosa espressione di se stessi o si vuole intraprendere la professione di scrittore che è tutta un’altra cosa. Ognuno è libero di credermi o no, non voglio convincere nessuno su quello che mi è accaduto: credo di aver avuto la fortuna di ricevere la straordinaria capacità di scrivere e decidermi ad intraprendere questo lavoro dal punto di vista professionale, per una serie di coincidenze e fatti avvenutomi che in parte spiego nel libro, come se qualcuno o qualcosa mi ha ipnotizzato e guidato nelle mie azioni.



8. Come nasce l’idea di questo libro? Ci racconterebbe un aneddoto legato alla scrittura di questo romanzo?

Anche se è un saggio, tutta l’esposizione saggistica di ricerca scientifica e storica di avvenimenti, ruota intorno a quanto esprimo in forma narrativa nelle ultime 100 pagine del libro. Infatti nella quinta parte racconto l’evento che mi ha indotto a scrivere e a pubblicare.



9. Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?

È una grande emozione, indescrivibile. Scoprire che si è realizzato veramente un lavoro di mesi, dopo notti insonni, tribolazioni, ecc.. anche se in verità il momento più emozionate è quando, dopo numerosi riletture e correzioni, ti rendi conto proprio di aver finito e che la tua opera è pronta li per essere offerta al pubblico



10. Chi è stata la prima persona che ha letto il suo libro?

Il primo in assoluto è anche quello che mi ha spinto alla pubblicazione del libro. È un mio parente, uno scrittore molto conosciuto, che si è stupito perché non ho iniziato prima questa professione. Per suoi motivi personali opportunistici non vuole essere citato, dato i temi molto controversi e pericolosi per la sua carriera che tratto nel mio libro.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Rappresenta uno strumento molto importante per diffondere informazione e cultura tra le nuove generazioni. I giovani purtroppo talvolta sono pigri e si recano raramente nelle librerie. La società è cambiata come le nostre menti e abitudini. La cultura e l’informazione è appresa solo pigramente alla tv o al pc sul divano e tramite forti stimolazioni anche visive, l’audio lettura assolve questa nuova dimensione.


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Martedì, 15 Settembre 2015 | di @BookSprint Edizioni

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