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BookSprint Edizioni Blog

07 Ago
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Intervista all'autore - Daniela Ciacchella

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nata a Roma e cresciuta in questa splendida città. Ho avuto la fortuna di vivere nei pressi del centro storico e di frequentare ambienti intellettualmente stimolanti, ricchi di cultura. Ho anche studiato musica e frequentato il conservatorio. Mio padre era ingegnere ma anche poeta e novellista e mia madre era laureata all'Accademia delle Belle Arti di Roma. Va da sé che con noi della famiglia e con i loro amici condividessero l'amore per le arti pittoriche e letterarie. Ricordo con una certa nostalgia le domeniche pomeriggio in cui si riunivano a casa nostra artisti di ogni genere, per dipingere, leggere o scambiare opinioni su eventi artistici.




2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Ad essere sincera non mi sento di indicare un libro in particolare poiché ogni adolescente cerca risposte e condivisioni differenti, in base al proprio carattere ed ai propri sogni o aspirazioni. Gli adolescenti hanno un grande forza interiore e la capacità di trovare quello che a loro è più consono, rispetto al momento emotivo e intellettuale che stanno vivendo. Li invito quindi a cercare risposte, consolazione e condivisione nella lettura ma anche di dedicarsi allo scrivere, e fermare così momenti importanti del loro vissuto per meglio comprenderli. Il mio consiglio ai ragazzi, inoltre, è di entrare in una libreria e perdersi in cerca del libro che più attira l'attenzione. Alcuni degli autori che potrei comunque indicare ad un pubblico giovane sono: Margaret Mazzantini, Alessandro Baricco e, perché no, Italo Calvino.



3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ e-book?

Faccio parte della vecchia generazione, di coloro che il libro lo devono toccare, sfogliare, riconoscere dal peso, perfino dall'odore, per cui preferisco il libro cartaceo all' e-book. Tuttavia ho trovato un meraviglioso compromesso: ho spesso entrambe le copie, perché è innegabile che l'e-book sia decisamente più comodo. Permette una veloce fruibilità e la sua diffusione può essere capillare anche a livello internazionale. È facilmente acquistabile anche da casa e scaricabile in tempo reale, anche se l'edizione è estera. L'e-book indubbiamente prederà sempre più piede, ma non credo che potrà mai soppiantare il cartaceo... o almeno mi piace credere che sia così.



4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

La scrittura per me è una compagna fedele. Ho fatto studi classici e sono sempre stata attratta dalle materie umanistiche. Penso che senza questa formazione sarei stata una persona molto differente, probabilmente più arida. Non saprei immaginare la mia vita senza quei momenti di pura introspezione e creatività che hanno dato forma ai miei scritti, alle mie poesie. Inoltre devo tanto agli scrittore ed ai poeti che ho letto con avidità e sottile devozione, che mi hanno dato la forza di non mollare e non rinunciare ai miei sogni. Perché scrivere per me è anche ricordare che non si deve mai smettere di sognare.



5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Forse è stato proprio il mio lavoro, la voglia di lasciare un messaggio semplice e diretto su come si può migliorare la propria esistenza, vivendola con maggior attitudine spirituale e filosofica, ma anche con sana ironia. Il mio lavoro mi mette a contatto con tanti vissuti e con aspetti profondi e veri dell'essere umano. Molte delle persone che si rivolgono a me vivono quello che io definisco "il medio-evo della propria anima", quel buio che sembra fagocitare ogni certezza. Ma anche all'interno di nostri peggiori incubi, se lo permettiamo, può entrare un raggio di luce che diventerà presto l'alba di una altro giorno. Per questo ho scritto questo libro, per insegnare alcuni metodi per agganciarsi a questo filo di speranza ed avere fiducia nel futuro del quale siamo co-creatori. Volevo scrivere una sorta di manuale per lo spirito, ricordando che tutto è spirito, anche la materia e che noi siamo più di questo corpo.



6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Il mio è un messaggio di speranza e di fede in sé stessi, perché l'essere umano ha un potere creativo immenso, che unito alla forza della propria mente può dare benessere e stabilità all'esistenza. Ognuno ha in sé il progetto della malattia ma anche quello della guarigione, che si concretizza nella continua ricerca di armonia tra corpo, mente e spirito. La ricerca filosofica della verità unita ad una sana introspezione può risultare assai efficace per vivere non prendendosi troppo sul serio.



7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Scrivo sin da quando sono piccola, ma solo ora mi sono decisa a pubblicare.



8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Scrivere questo libro mi ha permesso di ripercorrere con la memoria momenti unici del mio passato. Ho ricordato con estremo piacere ed una punta di malinconia gli anni dedicati alle arti marziali. Mi sono ispirata al mio maestro orientale che tanto ha significato per me e che con i suoi insegnamenti mi ha permesso di crescere e superare la mia tormentatissima adolescenza. Il "sifu" mi ha reso forte al punto di poter fare le mie scelte responsabilmente, assumendone responsabilità e conseguenze. Ricordo con piacere i suoi tanti insegnamenti, tra cui quelli sul discernimento e sull'impeccabilità.



9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

Certamente! Davvero molte volte e per differenti motivi, primo fra tutti il tempo. E poi una volta terminato ho avuto dubbi sul pubblicarlo o meno. Spesso cercare un editore è un’esperienza frustrante. Colgo l'occasione per ringraziare il direttore della "BookSprint". Ringrazio tutto lo staff per la fiducia e la stima che mi avete accordato. Mi sono sentita accolta con calore e simpatia.



10. Il suo autore del passato preferito?

Ho letto molto Herman Hesse, T. Lobsang Rampa e Khalil Gibran Gibran, ma anche molti altri. Ho letto numerosi classici. Ho letto tutti i libri di Carlos Castaneda e tutta la saga di "Dune" di Frank Herbert: questi sono quelli che in questo momento mi vengono più in mente. Potrei aggiungere autori di gialli, anche lo stesso Andrea Camilleri. In effetti sono molti gli autori del passato e non vorrei far torto a nessuno perché sono tutti meravigliosi.



11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Penso che sia un'ottima scelta. Se da una parte l'audiolibro priva il lettore della propria scansione del ritmo di lettura e dell'ascolto della propria interpretazione vocale, dall'altra può inserirsi facilmente in contesti in cui non è possibile leggere, come ad esempio durante la guida o se si hanno problemi legati alla visione o alla concentrazione. È un ottimo "amico" nei momenti di relax. Inoltre la dizione perfetta e l'interpretazione artistica è indubbiamente piacevole. Trovo che l'audiolibro sia un ottimo strumento culturale e facilmente accessibile. Penso anche ai libri in lingua straniera, penso a molte possibilità di sviluppo.



 

 

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